Tre giorni tra incontri con il trade, una presenza italiana che si fa notare e una Liguria sempre più riconoscibile. E poi Londra, che del viaggio è parte integrante.
Il WTM di Londra è una fiera da fare. E da ripetere. Torniamo con questa convinzione da un appuntamento di scala davvero internazionale, dove si incontrano buyer da tutto il mondo e una nutrita presenza di operatori britannici, molto interessati al mercato italiano. Per chi lavora sulle destinazioni, è un’occasione per confrontare le proprie proposte con chi dovrà sceglierle, costruirci un viaggio e venderle.

L’Italia si vede. E si fa vedere
Lo stand ENIT è imponente: grande, funzionale, ben organizzato. Alcuni Paesi del Sud-est asiatico o il Marocco scelgono allestimenti più spettacolari, capaci di conquistare immediatamente lo sguardo. Ma nel confronto con le presenze europee, l’Italia fa una gran bella figura. Gli spazi di Francia, Regno Unito e Spagna ci sono sembrati più contenuti e meno incisivi.

L’Italia si nota davvero. E lo spazio sostiene bene il lavoro: i desk, il bar, l’area conferenze, i luoghi per fermarsi e parlare. Una presenza importante, nella quale le regioni e gli operatori trovano una cornice comune e riconoscibile.
Il Veneto mantiene invece il proprio stand e il suo format ormai familiare, con le fotografie realizzate dal nostro socio Davide Busetto. Un piacere ritrovare anche qui un contributo vicino a noi, sentendoci in parte complici di quel racconto.
Ai desk si incontrano soprattutto imprese, agenzie e tour operator incoming. Ma cresce, anno dopo anno, la presenza delle organizzazioni territoriali: consorzi, Comuni, marchi d’area, APT, OGD e DMO. Sigle diverse che raccontano come le regioni si stanno organizzando per portare sul mercato le proprie destinazioni, i propri territori.



La Liguria: finalmente ITALIAN RIVIERA
La Liguria tiene il passo. La scritta ITALIAN RIVIERA, che si affaccia accanto a La Mia Liguria, rende finalmente immediato il riferimento per il pubblico internazionale. Nei dodici desk regionali si incontrano operatori e proposte delle due riviere, con una presenza articolata anche del Ponente.
Come Studiowiki abbiamo lavorato nel ruolo di DMC per Loano, Pietra Ligure, Finale Ligure, Varazze e Arenzano. Imperia era l’unica presente con un suo desk dedicato e la proposta Imperia Experience ha convinto; il Golfo dell’Isola, con Spotorno, Noli, Bergeggi e Vezzi Portio, era rappresentato dalla cooperativa Dafne.
Destinazioni e operatori dentro la Liguria, la Liguria dentro l’Italia: una presenza su più livelli che acquista valore quando il buyer trova interlocutori preparati e proposte sulle quali continuare a lavorare.
Il percorso delle due DMO del Ponente, Ligurian Riviera e Riviera dei Fiori, accompagna questa crescente organizzazione territoriale, già visibile al TTG di Rimini. A Londra, nella giornata conclusiva del 5 novembre, anche Genova ha presentato la propria offerta nell’area conferenze ENIT, alla presenza dell’assessora al Turismo Tiziana Beghin.

E c’è un dettaglio che ci ha fatto piacere. Tra le cinque immagini scelte come sfondo dello stand ligure, una per territorio, la Riviera delle Palme è rappresentata da Forte San Giovanni, sopra Finalborgo. Ritrovare quell’immagine qui significa vedere un luogo sul quale lavoriamo ogni giorno diventare parte del racconto internazionale della regione.
Gli incontri restituiscono interesse per il Ponente e per le sue possibilità di viaggio. Come scrivevamo dopo Rimini, adesso serve continuità: riprendere i contatti, approfondire le richieste, mettere a punto le proposte.

Poi c’è Londra
Il WTM continua anche fuori dai padiglioni: negli alberghi, negli appuntamenti serali, nelle conversazioni che riprendono lontano dai desk. Una fiera di queste dimensioni porta in città migliaia di persone e crea occasioni che diventano parte del lavoro.
Ci portiamo a casa la festa ENIT della prima sera al SEA LIFE, sul Tamigi, davanti al Big Ben. E il nostro albergo a Canary Wharf, tra gli antichi docks e i grattacieli della finanza: un pezzo di Londra che racconta la capacità della città di trasformarsi, conservando nel paesaggio le tracce delle proprie vite precedenti.
I grattacieli illuminati, il vento, l’umidità delle sere londinesi. E quella sensazione di essere, per qualche giorno, dentro un luogo in cui il mondo si incontra.
Si torna in ufficio con contatti da coltivare, lavoro da fare e più motivazione di prima. Con tutto il bello del nostro mestiere.














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