TTG 2026. Le fiere servono. A patto di andarci con il prodotto

Da Rimini, il nostro reportage.

Da Rimini, il nostro reportage tra nuove scenografie regionali, incontri con il trade e una questione decisiva: come trasformare la presenza delle destinazioni in opportunità commerciali.

Di Federico Alberto

Si torna dal TTG con molti contatti, qualche appuntamento saltato, nuove idee e una convinzione rafforzata: le fiere del turismo continuano ad avere un ruolo centrale. Rimini, in particolare, resta un riferimento per il mercato italiano e un appuntamento di rilievo internazionale. Un luogo in cui incontrare gli operatori, osservare come si presentano le destinazioni e verificare quanto l’offerta dei territori sia pronta a confrontarsi con la domanda.

L’edizione 2026, svoltasi dal 14 al 16 ottobre, aveva un tema evocativo: EXIST. Un richiamo al valore dell’esperienza autentica, alla relazione con i luoghi e con le persone, al significato del tempo dedicato al viaggio. Un filo conduttore che riporta al centro la dimensione umana del turismo e che, attraversando i padiglioni, suggerisce anche una lettura molto concreta: per una destinazione, esserci significa rendersi riconoscibile, accessibile e interessante per chi dovrà proporla ai propri clienti.

Il bilancio positivo e le complessità del mercato

Nella rassegna di questa edizione prevalgono i riscontri positivi sulla partecipazione e sulle opportunità di incontro. La Puglia, per esempio, ha comunicato oltre 1.500 incontri B2B e circa 5.000 visitatori al proprio stand. Nel bilancio della partecipazione ligure figurano 30 operatori e circa 900 incontri commerciali programmati. Sono segnali della vitalità dell’appuntamento, da leggere naturalmente per ciò che misurano: attività e occasioni di relazione, i cui risultati commerciali matureranno anche nei mesi successivi.

Il quadro del settore restituito dalla stampa è più articolato. Nel resoconto ANSA sull’Osservatorio ASTOI presentato a Rimini emerge un rallentamento del turismo organizzato, con ricavi in flessione del 4,1%, condizionati dalle tensioni geopolitiche e dall’aumento dei costi. La propensione a viaggiare rimane forte, ma cambiano destinazioni, tempi di prenotazione e scelte di spesa. Sicurezza, flessibilità e valore dell’esperienza acquistano un peso crescente.

La sintesi è quella di una fiera vitale dentro un mercato esigente e disomogeneo. Ed è proprio questa complessità, a nostro avviso, a rendere utile il confronto diretto: parlare con chi vende viaggi aiuta a capire quali proposte trovino spazio, quali richiedano un adattamento e quali restino ancora troppo lontane dalle esigenze commerciali.

Gli stand: la creatività della Sicilia e il nuovo cinema ligure

Tra gli stand delle regioni italiane, alcune novità si fanno notare. La Sicilia ci ha colpito per la direzione creativa: una presenza capace di distinguersi in un contesto nel quale conquistare attenzione è già una prima sfida.

La Liguria ha presentato un nuovo format, “Nuovo Cinema LaMiaLiguria”: uno spazio di 450 metri quadrati, con 30 postazioni per gli operatori e un grande schermo di dieci metri. Il cinema diventa il linguaggio attraverso cui raccontare il territorio e organizzare la presenza regionale.

La nostra impressione è positiva. Lo stand è più grande, bello e funzionale. Soprattutto, i banchi destinati agli operatori sono finalmente più ampi: un miglioramento concreto per chi deve lavorare, accogliere interlocutori, presentare materiali e sostenere incontri durante l’intera giornata.

Ci sarebbe piaciuto vedere più fotografie della regione. Più paesaggi, borghi, costa ed entroterra, capaci di rendere immediatamente percepibile la varietà della Liguria. A fare da sfondo e cornice provvedeva il grande schermo, coerente con l’impianto cinematografico dell’allestimento.

Guardando alle prossime edizioni, l’auspicio è vedere sempre più riconoscibile e operativa l’articolazione delle destinazioni liguri: accanto al grande desk di Genova, presente e attivo, una piena rappresentazione delle cinque DMO territoriali, dalla Riviera dei Fiori alla Riviera delle Palme (c.d. Ligurian Riviera), fino alle altre tre realtà in formazione. Un sistema finalmente leggibile sotto il brand Italian Riviera, capace di accompagnare l’immagine unitaria della regione con interlocutori territoriali chiaramente identificabili.

Ai desk, da ponente a levante

Per Studiowiki, il TTG è stato soprattutto un luogo di lavoro al servizio delle destinazioni clienti. In rigoroso ordine geografico, da ponente a levante: Imperia, Loano, Pietra Ligure, Finale Ligure, Varazze e Arenzano.

Si conferma utile il Meet & Match della prima mattina, occasione per raccogliere contatti, avviare conversazioni e individuare interlocutori internazionali con cui approfondire successivamente una possibile collaborazione commerciale per i clienti. Il valore di questi incontri dipende molto dalla continuità del lavoro: dopo la fiera occorre riprendere il dialogo, inviare proposte pertinenti e consolidare la relazione.

Più debole il risultato delle agende: pochi appuntamenti confermati prima della manifestazione e alcuni no-show, con interlocutori che non si sono presentati agli incontri concordati. Un elemento su cui lavorare, perché preparazione e programmazione incidono sull’efficacia della partecipazione.

L’affluenza e il passaggio ai desk hanno comunque generato un buon ritorno di contatti attraverso gli incontri senza appuntamento. Anche questa resta una qualità delle fiere: la possibilità di avviare relazioni che un’agenda, da sola, difficilmente avrebbe prodotto.

La distanza tra il trade e le destinazioni pubbliche

È però nelle conversazioni ai desk che emerge la questione più interessante.

Abbiamo percepito una distanza, talvolta una diffidenza, tra il mercato del turismo organizzato e le destinazioni pubbliche. Tour operator e agenzie di viaggio tendono, in alcuni casi, a cercare il prodotto presso altri operatori commerciali, passando oltre i “Visit” e le organizzazioni di destinazione. La nostra impressione è che sopravviva una percezione precisa: chi rappresenta un territorio per conto di un’amministrazione pubblica si occupa soprattutto di informazione e promozione, mentre ricettività, esperienze e proposte acquistabili vadano cercate altrove.

È un’ipotesi interpretativa maturata sul campo, che merita attenzione. Studiowiki era presente come DMC incaricata dalle destinazioni: un ruolo che richiede di rendere comprensibile al trade il collegamento operativo con l’offerta locale e con i soggetti che la commercializzano. L’eredità del tradizionale sportello informativo pesa ancora sulla percezione delle destinazioni. Per superarla servono tempo, continuità e risposte concrete. Quando un buyer chiede un soggiorno, un’esperienza o un itinerario per un gruppo, deve poter capire rapidamente che cosa possiamo proporgli, attraverso quali operatori e con quali modalità.

La fiducia si costruisce così: dimostrando, incontro dopo incontro, che dietro il racconto del territorio esiste un’offerta organizzata. E questo non vale solo sul mercato intermediato, ma anche verso il turista. È il salto di qualità che, come Studiowiki, stiamo cercando di compiere nelle destinazioni che seguiamo, lavorando insieme agli IAT: accompagnare l’evoluzione dei loro operatori verso il ruolo di veri e propri travel assistant, capaci di affiancare il visitatore nella costruzione del soggiorno, mettendo in relazione desideri, ricettività ed esperienze del territorio. Un’evoluzione che valorizza la funzione informativa e la arricchisce con un servizio di orientamento e assistenza personalizzata, rendendo l’offerta della destinazione più accessibile e concreta.

La pomata e il mal di pancia

A chi sostiene che le fiere non servano, la risposta è semplice: c’è una medicina per ogni cosa, e la pomata non serve per il mal di pancia.

Una fiera B2B richiede strumenti adeguati alla sua funzione. Alle fiere si va con il prodotto turistico: ricettività, esperienze, servizi e proposte concrete sulle quali sia possibile avviare una trattativa.

In alcuni casi serve un pacchetto già costruito e pronto per essere inserito in catalogo. In altri, il tour operator preferisce selezionare i singoli servizi e comporre autonomamente il viaggio. Occorre saper rispondere a entrambe le esigenze, conoscendo il prodotto e disponendo delle relazioni necessarie per renderlo accessibile.

La comunicazione della destinazione accompagna questo lavoro: suscita interesse, chiarisce il posizionamento, aiuta a immaginare l’esperienza. La relazione commerciale prende forma quando quell’interesse incontra una proposta concreta.

Il TTG 2026 ci restituisce questa indicazione di lavoro. La presenza in fiera ha valore quando è preparata, sostenuta da un’offerta riconoscibile e seguita con continuità. I contatti raccolti a Rimini sono un punto di partenza. Adesso comincia il lavoro di conversione.

Di seguito potete consultare i materiali e le proposte turistiche che abbiamo portato al TTG 2026 per le destinazioni che rappresentiamo:

Dal TTG ai Mondiali Enduro: il Ponente in diretta

Il lavoro di queste giornate ha trovato spazio anche fuori dai padiglioni. La concomitanza tra il TTG di Rimini e i Campionati del Mondo UCI Enduro nella Finale Outdoor Region ha offerto l’occasione per collegare promozione turistica, sport e racconto dei territori.

Da qui è nata “Ponente in Movimento – Turismo, sport, innovazione”, la trasmissione di Primocanale condotta da Matteo Cantile, andata in onda in diretta il 15 ottobre, dalle 10.30 alle 11.30, con collegamenti dal TTG e da Finale Ligure.

Un progetto al quale abbiamo lavorato mettendo in relazione amministrazioni, operatori e protagonisti del territorio, per raccontare le potenzialità turistiche della Riviera di Ponente attraverso esperienze e testimonianze. Da una parte, la fiera e il confronto con il mercato; dall’altra, una destinazione impegnata ad accogliere un appuntamento sportivo internazionale.

La diretta ha permesso di tenere insieme queste due prospettive, dando visibilità al lavoro che precede e accompagna la presenza fieristica: costruire proposte, coinvolgere gli operatori, valorizzare gli eventi e far emergere le specificità delle destinazioni dentro un racconto condiviso.

Per noi è stata anche una dimostrazione concreta di quanto la collaborazione tra territori possa ampliare le opportunità di comunicazione.

Guarda la puntata integrale di “Ponente in Movimento”.

Da Rimini a Londra, il lavoro prosegue. Siamo già nel pieno dei preparativi per il WTM 2026, dal 3 al 5 novembre, un altro importante progetto internazionale che ci vedrà impegnati al fianco delle destinazioni che seguiamo. Portiamo con noi i contatti, gli spunti e l’energia del TTG, pronti a confrontarci con nuovi interlocutori e a costruire altre opportunità per i nostri territori.

Ci vediamo a Londra!

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