Pentole, piattaforme e la dignità del balcone

In questo numero 4 di INova facciamo un viaggio intorno allo smartworking e al distanziamento sociale. Ci perdonerà Xavier de Maistre per il prestito -parziale- ma si tratta proprio di questo. Un viaggio nelle parole, prima sconosciute, oggi quotidiane. Un viaggio nelle abitudini del nostro modo di lavorare calati in una realtà del tutto nuova a cui, in fondo, non sappiamo se dovremo e se vogliamo abituarci o no.

Vi raccontiamo un webinar a cui abbiamo partecipato e lanciamo un sasso nello stagno interrogandoci sulla creatività ai tempi del distanziamento sociale. Su questo torneremo presto. Poi parleremo dei viaggi veri e ne parleremo attraverso il nuovo bollettino di Enit, che fa ben sperare. Con questo numero INova apre a contributi esterni perché INova diventi sempre più anche un luogo del dibattito e della contaminazione.

Siamo felici di ospitare in questo numero il contributo della scrittrice Emanuela Ersilia Abbadessa che con la sua penna restituisce dignità e regala un meritato quarto d’ora di celebrità a un elemento architettonico da sempre “calpestato”. Il balcone! E in fondo non è un caso se per questo numero la nostra Art Director Valeria Morando si sia cimentata proprio con il concetto spaziale di Fontana. Allargato: effetti del distanziamento sociale.

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  1. Mi ha colpito il modo in cui il balcone viene trasformato da semplice elemento architettonico a simbolo di un periodo molto particolare. Durante il distanziamento sociale, infatti, tanti spazi della casa hanno assunto funzioni nuove, anche lavorative e sociali. Trovo interessante anche il collegamento con la creatività: quando gli ambienti diventano più limitati, forse siamo costretti a guardare le cose quotidiane con occhi diversi. Non sempre è comodo, però qualche idea nuova può nascere proprio da li.

  2. Mi ha colpito soprattutto l’idea del balcone come spazio che durante il distanziamento ha assunto un significato diverso. Non era più soltanto una parte della casa, ma quasi un punto di contatto con l’esterno, soprattutto quando uscire era complicato. Anche il tema dello smartworking porta a riflettere su quanto velocemente cambiano le nostre abitudini quando le circostanze ci obbligano. Mi chiedo però se alcune di queste nuove abitudini siano davvero rimaste oppure se, tornata la normalità, abbiamo ripreso semplicemente le vecchie routine.

  3. This was a very interesting article! It is truly remarkable how, during social distancing, the balcony transformed from a simple architectural feature into a vital lifeline and a means of connecting with others. Remote working has truly compelled us to rethink our living spaces and daily habits. Federico Alberto’s perspective is excellent!

  4. I found this editorial engaging, particularly in how it explores remote work, social distancing, and the ways familiar spaces gained new purposes. The discussion of balconies becoming places for connection and daily activities is a great example of how unexpected situations can reshape our relationship with the environments around us!

  5. I found the focus on balconies surprisingly interesting, especially how an ordinary architectural space gained new importance during social distancing. The combination of design, creativity, smart working, and changing daily habits gives the discussion a thoughtful perspective.

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