Ci sono progetti che nascono come campagne di comunicazione e si trasformano in qualcosa di più profondo. Percorsi che partono da un obiettivo preciso – una candidatura, una competizione, un risultato – e diventano occasione per ridefinire identità, relazioni e visione.
La partecipazione di Arenzano a Il Borgo dei Borghi 2026, la gara indetta ogni anno da Rai3 tra 20 borghi storici italiani, è uno di questi casi.
Non è solo la storia di un secondo posto nazionale. È la storia di una sinergia reale, costruita e agita su più livelli, capace di generare valore ben oltre il risultato finale.

La forza di un territorio che fa sistema
Fin dall’inizio, la candidatura non è stata pensata come un’iniziativa isolata, ma come un progetto collettivo. Al grandissimo impegno del Comune e dei suoi uffici, si è infatti sommato il supporto di Regione Liguria, ANCI Liguria, Città Metropolitana di Genova, Camera di Commercio di Genova e Comuni limitrofi. La partecipazione di Arenzano al concorso in un racconto si è trasformata così in un racconto collettivo capace di superare i confini amministrativi e di diventare espressione di tutta la Liguria.
È qui che la sinergia assume il suo primo significato: non come somma di contributi, ma come costruzione di un sistema.
«Al di là del risultato – un secondo posto che ci riempie di orgoglio – questa candidatura ha rappresentato un passaggio strategico per Arenzano: non solo una straordinaria occasione di visibilità nazionale, ma soprattutto la possibilità di crescere come destinazione e come comunità, posizionandoci in modo più chiaro all’interno dell’offerta turistica ligure» spiega Francesco Silvestrini, sindaco di Arenzano. «Il valore più grande è stato lavorare in sinergia con le istituzioni e con il territorio, costruendo una visione condivisa che oggi ci permette di guardare oltre la singola iniziativa».

Una comunità che diventa racconto
Se la dimensione istituzionale ha dato solidità al progetto, è il territorio ad avergli dato voce. Cittadini, associazioni, scuole, operatori economici e attività locali hanno partecipato attivamente, trasformandosi da pubblico a protagonisti. Il racconto si è costruito giorno dopo giorno, tra spazi fisici e digitali: materiali nei negozi, iniziative diffuse, attività nei mercati e nei luoghi di incontro, fino al coinvolgimento diretto degli operatori turistici e commerciali.
Anche i giovanissimi hanno avuto un ruolo significativo, con progetti come la linea del tempo dedicata alla storia di Arenzano – realizzata dagli studenti e dai docenti dell’Istituto Comprensivo di Arenzano insieme all’Associazione culturale Centro Storico Torre dei Saraceni – che ha collegato passato e presente della città, fino alla candidatura stessa.
Non si è trattato solo di sostenere una competizione, ma di riconoscersi in un’identità comune.
«Fin dall’inizio abbiamo lavorato perché questa candidatura fosse davvero partecipata. Operatori turistici, attività commerciali, scuole, associazioni e cittadini hanno contribuito in modo concreto, ciascuno con il proprio linguaggio e i propri strumenti. Questo ha trasformato la campagna in un racconto collettivo, capace di diffondersi in modo autentico e di attivare un coinvolgimento reale» racconta Davide Oliveri, assessore al marketing territoriale del Comune di Arenzano.

La relazione che diventa strategia
C’è poi una sinergia più sottile, ma determinante: quella tra amministrazione e agenzia.
Il lavoro sviluppato con Studiowiki non si è limitato alla costruzione di una campagna efficace, ma ha accompagnato Arenzano in un percorso di riposizionamento. La nascita del brand “Bella per natura”, con il pavone reinterpretato come segno distintivo, segna un passaggio chiave: definire un’identità chiara, riconoscibile e coerente nel tempo .
Accanto al brand, è stato costruito un sistema di comunicazione integrato: una campagna multicanale, contenuti pensati per il digitale e per il territorio, strumenti utili ad accompagnare le persone fino al voto.
«La vera sfida non era costruire una campagna efficace, ma evitare che l’impatto si esaurisse con la campagna. Abbiamo lavorato su un sistema di contenuti e di identità capace di vivere nel tempo, perché oggi il posizionamento di una destinazione si costruisce nella continuità, non nei picchi di visibilità» commenta Federico Alberto, direttore creativo di Studiowiki. «Ed è quando committente e agenzia condividono visione e responsabilità che la comunicazione diventa davvero strumento di sviluppo, non solo di promozione».

Oltre la campagna: un ecosistema di valore
È proprio in questa convergenza di livelli che emerge il valore più interessante dell’esperienza. La comunicazione ha smesso di essere uno strumento tattico legato alla competizione e si è trasformata in una leva strutturale di sviluppo turistico.
La campagna “Io voto Arenzano” si è sviluppata come un vero e proprio ecosistema: un video emozionale pensato per raccontare l’identità del territorio, un video tutorial per guidare gli utenti al voto, contenuti social e newsletter, fino a una piattaforma digitale dedicata con tutte le informazioni utili. Parallelamente, il territorio è stato attivato con iniziative diffuse, materiali nei punti vendita e momenti di coinvolgimento diretto .
Nella fase finale, anche il contributo di creator e contenuti spontanei ha amplificato la portata della campagna, portando il racconto oltre i confini locali.
I numeri – oltre 1,3 milioni di utenti raggiunti, quasi 3,8 milioni di impression e più di 70.000 clic generati sui canali social – raccontano l’impatto. Ma è la qualità della relazione costruita a fare la differenza.

Un punto di partenza
Anche il risultato finale assume così un significato diverso. Il secondo posto non è un traguardo, ma l’inizio di una nuova fase. Ciò che resta è un patrimonio condiviso: un’identità più definita, una rete più coesa, una maggiore consapevolezza del proprio valore.
In un contesto turistico sempre più competitivo, dove le destinazioni si giocano la propria attrattività sulla capacità di raccontarsi in modo distintivo, esperienze come questa indicano una direzione chiara.
La sinergia non è uno slogan. È un metodo. E quando funziona davvero, diventa parte integrante della destinazione, che oggi parte da qui per progettare il nuovo portale turistico, presto online.










