Le Regioni italiane, tra campagne e identità

2 valle d aosta campagne regioni turismo

Raccontarsi, al di là degli stereotipi: concentrare in pochi secondi o minuti l’essenza di un territorio, con uno storytelling coinvolgente, non banale, attento alle emozioni del pubblico e capace di trasferire un’identità. È questa la sfida che affrontano le Regioni italiane al momento della progettazione di una campagna, con uno sforzo creativo spesso non indifferente e dagli esiti anche molto felici.

Come hanno scelto di raccontarsi le Regioni italiane nelle campagne attualmente diffuse? Ecco qualche esempio che si distingue, a prescindere dal risultato finale, per elementi di freschezza e originalità nello storytelling.

Indice dei contenuti:

Friuli-Venezia Giulia: io sono prima persona singolare

La campagna per la promozione turistica del Friuli-Venezia Giulia, uscita nel 2022, si contraddistingue per una particolarità nel punto di vista assunto: la Regione parla di sé in prima persona. Una scelta in controtendenza rispetto a strumenti comunicativi che privilegiano la centralità dell’esperienza dell’utente, del suo vissuto e delle sue aspettative.

Interessante anche il copy: ogni frase dello script ha una parola in evidenza, che viene ripresa nel concetto successivo. Lo spot riesce così a legare i segmenti dell’offerta turistica in un “flusso di coscienza” senza interruzioni.

Sicilia: tu sei seconda persona singolare

Interessante la campagna della Regione Sicilia, uscita contemporaneamente a quella friulana, ma dalla prospettiva speculare. È il turista a parlare in prima persona e a rivolgersi alla destinazione in seconda persona singolare.

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Uno spot corale, con voci di viaggiatori da tutto il mondo che raccontano “la propria Sicilia” in un dialogo diretto con la Regione, in cui la frammentarietà dei punti di vista e della narrazione sembra offrire un contrappunto di segno opposto rispetto alla campagna del Friuli.

Lazio: confronto con la storia

Una delle difficoltà più insidiose che affrontano le Regioni italiane nel raccontarsi è la gestione del bagaglio storico: un patrimonio importante, che è fondamentale condividere ma tenendosi lontani dalla retorica polverosa. La campagna Lazio Eterna Scoperta raccoglie la sfida con l’esito più felice e scanzonato dell’anno.

2 lazio campagne regioni turismo

Nello spot vengono mostrati con ironia i luoghi e i cibi preferiti degli imperatori romani: il passato si sovrappone al presente in un continuum che riesce a non abbassare il registro, pur con una buona dose di umorismo e leggerezza.

Una campagna fresca, che posiziona correttamente la Regione e che lascia il segno.

Liguria: il Colombo smarrito

Lo spot 2023 della Regione Liguria parte dagli stessi presupposti di quello laziale: è un tentativo di celebrare la storia del territorio in maniera autoironica, leggera e originale. Nello sketch, Cristoforo Colombo si appresta a partire per il suo grande viaggio, armato di focaccia e paradossi temporali.

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Lo storytelling, pur nell’originalità dell’idea, non decolla: è del tutto assente la Regione, che non viene mai mostrata, e di cui viene raccontata soltanto l’usanza di pucciare la focaccia nel cappuccino. La messa in scena appare datata, più in linea con il varietà televisivo che con il dinamico linguaggio contemporaneo della promozione turistica.

Il registro della comunicazione si abbassa: anche in questo caso, con Lazio e Liguria abbiamo due esempi speculari che spiegano bene le esigenze comuni e le possibili divergenze nell’esito.

Valle d’Aosta: tempo al tempo

Parlando di linguaggi originali, una menzione speciale va alla Regione Valle d’Aosta, che nello spot 2023 sceglie di affidarsi al suono e al filo conduttore del tempo.

Il battito dei secondi viene scandito ora dalle gocce d’acqua che cadono dalle foglie, ora dai passi della camminata in montagna, ora dal suono ritmico del martello sul picchetto da arrampicata, in un dialogo sensoriale ben costruito ed efficace, che ripercorre con naturalezza i segmenti turistici.

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Un “racconto alternativo” dell’esperienza di viaggio, che declina in modo originale il tema più tipico della “vacanza italiana”: la stratificazione di passato e presente­, tradizione e innovazione, patrimonio storico e contemporaneità.

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