L’estate delle famiglie

La strada è in salita, qualche spiraglio da UK per l’autunno

In questa difficile estate, caratterizzata dalla paura di nuovi focolai di Covid-19 e dalla difficoltà per i turisti intercontinentali di raggiungere il Bel Paese, l’Italia – come la totalità dei suoi competitors – ha puntato molto sul turismo domestico, per cercare di recuperare l’enorme quota di mercato persa a causa della pandemia.

I primi risultati di questo inizio luglio indicano una volontà di viaggiare e riconquistare la propria “normalità” da parte degli italiani, ma i numeri delle prenotazioni non rispecchiano ancora questo desiderio: in media, solo quattro camere su dieci sono state prenotate per i prossimi mesi, con alcune città d’arte particolarmente in difficoltà, come ad esempio Venezia, che avrà sette camere su dieci non occupate per il mese di luglio.

Questa difficoltà delle grandi città d’arte è comune a tutte le destinazioni principali del turismo europeo ed è decifrabile attraverso due chiavi di lettura: innanzitutto queste destinazioni sono molto ricercate da parte del turismo intercontinentale, impossibilitato a viaggiare dalle stringenti norme anti-contagio; in secondo luogo le grandi città sono spesso molto affollate e c’è il timore, da parte dei turisti, di essere maggiormente esposti al rischio di essere infettati.

Il settore turistico si affida al comparto domestico, senza però (al momento) ricevere risultati incoraggianti: secondo un sondaggio, pubblicato da ENIT, meno del 40% degli italiani andrà in vacanza quest’estate, con la percentuale che precipita al 20% quando si restringe la categoria a quanti laureati si concederanno un meritato riposo. La stragrande maggioranza della popolazione organizzerà viaggi familiari, mentre calano drasticamente le vacanze di coppia, che non raggiungono il 40%.

Una situazione non facile, che viene monitorata costantemente da ENIT, anche attraverso l’organizzazione di TurismE’, la serie di webinar dedicati agli operatori e stakeholders del turismo italiano: questa settimana si sono svolti gli ultimi due appuntamenti dedicati alle aree UK/Irlanda e Russia.

Entrambe le aree sono tra le zone attualmente più colpite, a livello europeo, dalla pandemia: l’Inghilterra ha, tra le due, una situazione migliore, con il lockdown che è terminato lo scorso 4 luglio, permettendo ai turisti di riprendere a viaggiare, sfruttando le riaperture di molti settori strategici per il turismo e l’intensificarsi dei viaggi aerei.

L’Italia è il terzo paese più visitato dagli inglesi dopo Spagna e Francia, con circa sette milioni di turisti che visitano ogni anno la Penisola. Se prima i needs da soddisfare per britannici riguardavano principalmente i tour nelle grandi città d’arte, a seguito della pandemia le necessità sono cambiate, come ben illustrato da Flavio Zappacosta, responsabile della sede ENIT di Londra:la richiesta in questo momento è per un turismo attivo, sostenibile, dolce e lento, a contatto con la natura e lontano dai grandi assembramenti.

Gli inglesi non sembrano particolarmente spaventati dalla situazione attuale e il 70% delle persone contattate da ENIT vorrebbero fare un viaggio entro la fine dell’autunno, un ottimo segnale per l’Italia, che conta di prolungare la stagione turistica almeno fino a ottobre.

Ben più complicata la situazione per la Russia e la Comunità degli Stati Indipendenti, che prima facevano parte dell’Unione Sovietica: solo l’area dei paesi baltici (Lituania, Estonia e Lettonia) ha permesso ai propri cittadini di viaggiare verso l’estero, mentre non c’è nessuna certezza sulla riapertura dei confini della Russia, alle prese con la pandemia e un incremento dei contagi nell’ordine delle settemila persone al giorno.

L’Italia è una destinazione molto amata dai turisti russi, con quasi un milione di visitatori l’anno e un miliardo di spesa complessiva nel territorio italiano, ma tutte le prenotazioni sono state spostate al 2021 e per quest’estate anche la Russia punterà sul turismo domestico. La sede ENIT di Mosca, come testimoniato da Irina Petrenko, ha messo a punto diverse campagne per raccontare ai cittadini russi la situazione italiana, dal momento che nel paese sono girate diverse fake news sulla situazione contagi, con alcune fonti che sostenevano che il paese sarebbe rimasto in lockdown fino al 2021.

Sull’onda di queste campagne da parte di ENIT si è cercato di attirare ancora di più i turisti in Italia, attraverso una campagna di influencer marketing e la produzione di alcuni video per raccontare l’Italia: operazioni lungimiranti per essere pronti in prima fila alla riapertura dei confini.

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