{"id":117386,"date":"2024-05-09T21:40:18","date_gmt":"2024-05-09T21:40:18","guid":{"rendered":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/?p=117386"},"modified":"2026-04-13T16:00:06","modified_gmt":"2026-04-13T16:00:06","slug":"litalia-e-servita-tra-prodotti-enogastronomici-e-turismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/litalia-e-servita-tra-prodotti-enogastronomici-e-turismo\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia \u00e8 servita, tra prodotti enogastronomici e turismo"},"content":{"rendered":"\n<p>Quello tra un territorio e i suoi sapori \u00e8 un rapporto inscindibile: nei prodotti tipici di qualsiasi regione italiana ritroviamo <strong>saperi e tradizioni antiche<\/strong>, strettamente legati alla storia e alle caratteristiche geografiche e culturali del luogo.<\/p>\n\n\n\n<p>La valorizzazione dei prodotti enogastronomici locali procede dunque in parallelo con la <strong>promozione turistica<\/strong> del territorio di provenienza. Abbiamo chiesto a <strong>Linda Nano<\/strong>, esperta del mondo enogastronomico, sommelier e project manager di <a href=\"https:\/\/madesas.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">MADE<\/a>, di aiutarci a identificare esempi virtuosi in <strong>cui il marketing territoriale incontra felicemente il marketing di prodotto<\/strong>, con una ricaduta positiva sia sul comparto turistico che su quello agroalimentare.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img alt=\"\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"719\" src=\"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Linda_Nano.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-117390\" srcset=\"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Linda_Nano.jpg 720w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Linda_Nano-300x300.jpg 300w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Linda_Nano-150x150.jpg 150w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Linda_Nano-80x80.jpg 80w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Linda_Nano-110x110.jpg 110w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Linda_Nano-380x379.jpg 380w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Linda Nano<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Con le preziose indicazioni di Linda facciamo la prima tappa del viaggio di INova, che affronter\u00e0 in questo mese il <strong>rapporto tra gusto e territorio<\/strong>. Ad accompagnarci, come sempre, le illustrazioni di Valeria Morando. Sveleremo la sua ispirazione a fine mese: voi l\u2019avete riconosciuta?<\/p>\n\n\n\n<p>Non potevamo raccontare tutto il bello e il buono della nostra Italia. Abbiamo scelto tre regioni, rappresentative del nord, del centro e del sud. Ci perdonerete la parzialit\u00e0. E anzi, segnalateci altre belle storie che non conosciamo e che potremo raccontare nei prossimi numeri, all&#8217;indirizzo e-mail <a href=\"mailto:inova@studiowiki.it\">inova@studiowiki.it<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Indice dei contenuti:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"#nord\">Nord Italia: Valle d\u2019Aosta<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"#centro\">Centro Italia: Valdarno<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"#sud\">Sud Italia: Calabria<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"#conclusioni\">Conclusioni<\/a><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><a name=\"nord\"><strong>Nord Italia: Valle d\u2019Aosta<\/strong><\/a><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La Valle d\u2019Aosta \u00e8 una regione dal territorio impervio ma ricca di vitigni pregiati, molti dei quali autoctoni: qui il Consorzio Vini Valle d\u2019Aosta, nato nel 2022 dal precedente lavoro di valorizzazione della Vival (Associazione Viticoltori Valdostani) e che oggi rappresenta con i suoi aderenti circa il 97% della produzione regionale di vino DOC, insieme ai produttori locali, mette in atto uno sforzo congiunto importante nel <strong>recupero dei vigneti e dei terrazzamenti<\/strong> <strong>abbandonati<\/strong>, tutelando e preservando al contempo sia la produzione vitivinicola locale che l\u2019unicit\u00e0 del suo territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>La viticoltura valdostana si caratterizza per la forte <strong>parcellizzazione aziendale in un contesto di viticoltura eroica<\/strong>, con conseguenti difficolt\u00e0 di lavorazione e costi di mantenimento onerosi. Per questo il <strong>lavoro umano<\/strong> necessario alla produzione del vino acquisisce qui un valore ancora maggiore.<\/p>\n\n\n\n<p>Fiore all\u2019occhiello della regione \u00e8 il rinomato IAR l\u2019<strong>Institut Agricole R\u00e9gional di Aosta<\/strong>, dove dal 1951 si forma la maggior parte dei giovani viticoltori valdostani; molti dei quali, forti di successive e prestigiose esperienze all\u2019estero, sono poi ritornati in valle, prendendo in mano le redini delle aziende di famiglia. Una <strong>nuova generazione di produttori, spesso biologici o biodinamici,<\/strong> chesi sta distinguendo per il suo lavoro di altissima qualit\u00e0, sia in vigna che in cantina.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-16 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img alt=\"\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"750\" data-id=\"117393\" src=\"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/vigneto-valle-d-aosta-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-117393\" srcset=\"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/vigneto-valle-d-aosta-1.jpg 1000w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/vigneto-valle-d-aosta-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/vigneto-valle-d-aosta-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/vigneto-valle-d-aosta-1-200x150.jpg 200w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/vigneto-valle-d-aosta-1-260x195.jpg 260w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/vigneto-valle-d-aosta-1-380x285.jpg 380w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/vigneto-valle-d-aosta-1-800x600.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 <strong>Nicolas Ottin<\/strong>, figlio del celebre produttore <a href=\"https:\/\/www.ottinvini.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Elio Ottin<\/a>, che oggi lavora al suo fianco, forte di importanti esperienze prima in Nuova Zelanda e poi in Borgogna. O <strong>Henri Anselmet<\/strong>, nipote di Renato Anselmet e figlio di Giorgio Anselmet, due mentori della viticoltura valdostana, che attraverso la sua piccola azienda chiamata <em>La Plantze<\/em> sta contribuendo a cambiare il volto della produzione regionale, con vini dalla forte identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il recupero dei vitigni autoctoni e dei vigneti procede di pari passo con la <strong>valorizzazione della destinazione<\/strong>, connotando i prodotti con un\u2019identit\u00e0 fortemente territoriale. Spiega Linda Nano: \u201cI vini diventano <strong>espressione autentica del <em>terroir<\/em><\/strong>, con una visione legata indissolubilmente alla qualit\u00e0 e alla preservazione.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>In un contesto produttivo cos\u00ec complesso e parcellizzato, in cui non tutte le aziende hanno potuto operare un ricambio generazionale, <strong>le cooperative giocano un ruolo fondamentale<\/strong>. Un buon esempio in questo senso \u00e8 la <strong>Caves Cooperatives de&nbsp;Donnas<\/strong>, nata nel 1971 con il primo vino Doc della regione, appunto il Donnas. Quando l\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0 non permette pi\u00f9 ai soci di occuparsi in autonomia dei propri vigneti eroici, la cooperativa se ne prende carico attraverso il lavoro di altri aderenti, sempre in un\u2019ottica di mantenimento e tutela.<\/p>\n\n\n\n<p>Il comparto vinicolo valdostano condivide una <strong>visione identitaria forte e collettiva<\/strong>, che permette di impostare un ragionamento di valorizzazione turistica serio e coerente con il futuro del territorio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><a name=\"centro\"><strong>Centro Italia: Valdarno<\/strong><\/a><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Un caso toscano particolarmente interessante \u00e8 quello del <a href=\"https:\/\/www.valdarnodisopradoc.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Consorzio Valdarno di Sopra DOC<\/a>. Si tratta dell\u2019unica denominazione e dell\u2019unico consorzio in Italia in cui <strong>tutti i soci e anche gli \u201cerga omnes\u201d <\/strong>(coloro che rivendicano la doc ma non aderiscono al consorzio) sono certificati biologici.<\/p>\n\n\n\n<p>In quest\u2019ottica comune di tutela della produzione e del territorio, nel 2018 il Consorzio aveva richiesto di poter inserire nel proprio disciplinare l\u2019obbligatoriet\u00e0 della certificazione bio, ma questa modifica non era stata concessa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img alt=\"\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1920\" height=\"1267\" src=\"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/cartina-consorzio-orizzontale-nord.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-117394\" srcset=\"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/cartina-consorzio-orizzontale-nord.jpg 1920w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/cartina-consorzio-orizzontale-nord-300x198.jpg 300w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/cartina-consorzio-orizzontale-nord-1024x676.jpg 1024w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/cartina-consorzio-orizzontale-nord-768x507.jpg 768w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/cartina-consorzio-orizzontale-nord-1536x1014.jpg 1536w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/cartina-consorzio-orizzontale-nord-380x251.jpg 380w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/cartina-consorzio-orizzontale-nord-800x528.jpg 800w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/cartina-consorzio-orizzontale-nord-1160x765.jpg 1160w\" sizes=\"auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel 2021 in Europa si \u00e8 per\u00f2 verificato un precedente: il consorzio spagnolo della <strong>D.O. Cava<\/strong> ha chiesto e ottenuto l\u2019inserimento nel suo disciplinare di una norma che prevede, per le tre fasce di produzione pi\u00f9 alte della denominazione, l\u2019obbligatoriet\u00e0 di utilizzo di uve provenienti esclusivamente da vigneti certificati biologici. L\u2019Unione Europea, davanti a questa modifica, non ha fatto alcuna obiezione o procedura d\u2019infrazione. Al contrario, ne ha applaudito l\u2019inserimento, coerente con la <strong>direzione dell\u2019Agenda 2030<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2023, forte di quanto accaduto in Spagna, il Consorzio Valdarno di Sopra DOC ha quindi <strong>presentato una nuova e analoga richiesta per i propri vini \u201cVigna\u201d<\/strong>, realizzati solo con uve provenienti dai migliori vigneti aziendali iscritti e controllati attraverso uno specifico albo di Regione Toscana.<\/p>\n\n\n\n<p>Di recente il sottosegretario all\u2019agricoltura Patrizio La Pietra ha annunciato che il MASAF ha deciso di concedere questa modifica: d\u2019ora in poi i vini \u201cVigna\u201d, punta qualitativa della Doc Valdarno di Sopra, potranno essere <strong>realizzati esclusivamente con uve provenienti da vigneti certificati biologici<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 necessario attendere ancora i tempi tecnici del Ministero per la formalizzazione dell\u2019atto, ma il Consorzio Valdarno di Sopra DOC sar\u00e0 <strong>il primo in Italia e il secondo in Europa<\/strong> ad avere in disciplinare una norma simile. Un obiettivo importante, raggiunto grazie a una visione di territorio coesa e coerente: il Consorzio persegue questo obiettivo fin dalla sua costituzione, in <strong>un\u2019identit\u00e0 di vedute<\/strong> e con la piena collaborazione di tutte le sue cantine, dalle pi\u00f9 piccole alle pi\u00f9 famose. La coesione delle aziende intorno a questi obiettivi \u00e8 un valore enorme, non solo sul piano produttivo: in Valdarno di Sopra, infatti, il distretto rurale locale che riunisce ben 11 comuni del territorio si \u00e8 appena trasformato in <strong>distretto biologico<\/strong>. \u201c\u00c8 attenzione al <strong>tema della sostenibilit\u00e0<\/strong>, e che crea valore anche dal punto di vista turistico. Sia per chi produce, sia per chi il territorio lo abita e anche per coloro che lo visitano.\u201d \u2013 chiosa Linda Nano.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><a name=\"sud\"><strong>Sud Italia: Calabria<\/strong><\/a><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Spostandoci a Sud, un lavoro importante nella valorizzazione parallela di prodotti tipici e territorio \u00e8 stato fatto in Calabria, in particolare nella <strong>zona del Parco Nazionale del Pollino<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019unico Presidio Slow Food della regione, nella categoria vino e vitigni, \u00e8 il <strong>Moscato di Saracena<\/strong>, prodotto dalla storia centenaria, realizzato da eccellenze locali tra cui la famosa Cantina Viola. Anche grazie al Presidio, negli anni su questo territorio ha preso le mosse un progetto pi\u00f9 esteso, con la creazione del portale <a href=\"https:\/\/www.vinocalabrese.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Vinocalabrese.it<\/a>: la piattaforma, nata nel 2008 su iniziativa di <strong>Giovanni Gagliardi<\/strong>, da luogo virtuale d\u2019incontro tra produttori, consumatori e operatori del settore \u00e8 diventata una <strong>fucina di iniziative<\/strong> per il comparto vitivinicolo regionale. Sempre in ottica di ri-valorizzazione del territorio, aspetto fondamentale nel complicato contesto ambientale della Calabria.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img alt=\"\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"728\" src=\"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/botti-cantina.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-117392\" style=\"width:690px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/botti-cantina.jpg 1000w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/botti-cantina-300x218.jpg 300w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/botti-cantina-768x559.jpg 768w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/botti-cantina-380x277.jpg 380w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/botti-cantina-800x582.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Altro esempio virtuoso \u00e8 quello del <strong>Cir\u00f2<\/strong>, vino calabrese Doc dal passato millenario, prossima prima Docg della regione, che ha visto nascere la <em>Cir\u00f2 Revolution<\/em>: un movimento spontaneo di giovani vignaioli, biologici e biodinamici, che ne stanno esaltando l\u2019artigianalit\u00e0, recuperando gli antichi metodi di vinificazione. Una nuova corrente di produttori caparbi e orgogliosi che hanno scelto di <strong>ripartire dalla propria terra d\u2019origine<\/strong> con una filosofia di resistenza e riscatto, per dare nuova linfa a uno dei patrimoni enologici italiani, fatto di variet\u00e0 locali e paesaggi ambientali e culturali unici nel loro genere.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche per quanto riguarda il settore alimentare, la Calabria \u00e8 ricca di progetti interessanti e dalla profonda impronta identitaria, come quello del <strong>Presidio Slow Food del capicollo azze anca grecanico<\/strong>. Un salume dalla lavorazione particolarissima, che prevede una marinatura e una lunga stagionatura, affondando le sue radici culturali nelle tradizioni della <strong>minoranza linguistica ellenofona regionale<\/strong>. Una comunit\u00e0 viva, che si ritrova in alcuni borghi dell\u2019entroterra, dove ancora oggi si parla un dialetto simile a quello che i contadini e i pastori locali impararono dai greci antichi. Cultura, prodotto e territorio si incontrano nuovamente.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><a name=\"conclusioni\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/a><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Ogni regione italiana pu\u00f2 vantare prodotti tipici, <em>irripetibili<\/em> al di fuori del loro territorio di provenienza. Quelli che abbiamo incontrato oggi sono solo alcuni esempi di <strong>strategie efficaci <\/strong>che possono valorizzare al tempo stesso i prodotti enogastronomici e il loro luogo d\u2019origine.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella promozione delle destinazioni turistiche, tenere presente il forte legame con i prodotti tipici, progettando <strong>una comunicazione sinergica e ragionata<\/strong> \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 importante. Sia per il comparto turistico che per il tessuto produttivo locale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019Italia \u00e8 servita: sorsi e bocconi di bellezza, gusto e cultura<\/strong>, per una strategia di promozione integrata e sostenibile, a beneficio dell\u2019economia, delle persone, dei territori. Il modo migliore di valorizzare le nostre eccellenze \u00e8 riconoscerle, al di l\u00e0 di ogni opportunismo politico, per ci\u00f2 che sono realmente: il patrimonio memoriale e identitario che ci permetter\u00e0 sempre di costruire il futuro. Perch\u00e9 sono ci\u00f2 che siamo. Anche quando non ce ne accorgiamo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quello tra un territorio e i suoi sapori \u00e8 un rapporto inscindibile: nei prodotti tipici di qualsiasi regione&hellip;\n","protected":false},"author":31,"featured_media":117402,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"227","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"Quello tra territorio e sapori \u00e8 un rapporto inscindibile: nei prodotti tipici ritroviamo saperi e tradizioni antiche.","_seopress_robots_index":"","csco_singular_sidebar":"","csco_page_header_type":"","csco_page_load_nextpost":"","csco_post_video_location":[],"csco_post_video_url":"","csco_post_video_bg_start_time":0,"csco_post_video_bg_end_time":0,"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[229,235,227,233],"tags":[271],"class_list":{"0":"post-117386","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-dati-e-ricerche","8":"category-turismo","9":"category-inova","10":"category-comunicazione","11":"tag-inova-71","12":"cs-entry","13":"cs-video-wrap"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/117386","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/users\/31"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=117386"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/117386\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":117404,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/117386\/revisions\/117404"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/media\/117402"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=117386"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=117386"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=117386"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}