{"id":116900,"date":"2023-07-28T12:11:06","date_gmt":"2023-07-28T12:11:06","guid":{"rendered":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/?p=116900"},"modified":"2026-04-13T15:41:10","modified_gmt":"2026-04-13T15:41:10","slug":"vita-da-videomaker-intervista-a-samuele-wurtz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/vita-da-videomaker-intervista-a-samuele-wurtz\/","title":{"rendered":"Vita da videomaker: intervista a Samuele W\u00fcrtz"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come \u00e8 cambiato, negli anni, il modo di fare promozione turistica attraverso i video e quali sono le sfide e le opportunit\u00e0 che presenta? Ne parliamo con Samuele W\u00fcrtz, filmaker, fotografo e documentarista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Samuele, che ha collaborato alla realizzazione delle campagne presentate in questo numero della rivista, si \u00e8 formato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Gestisce la produzione di prodotti cinematografici a trecentosessanta gradi, dalla sceneggiatura al montaggio, ed \u00e8 tra i soci fondatori del progetto di divulgazione Artescienza.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come si \u00e8 evoluta negli anni la promozione di una destinazione turistica attraverso il video?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli ultimi cinque-dieci anni le tecniche di racconto del territorio sono cambiate e si sono affinate, di pari passo alla crescita del settore turistico. Per rispondere alle nuove esigenze di comunicazione della promozione territoriale, gli operatori video hanno a loro disposizione strumenti sempre pi\u00f9 raffinati e performanti e spesso tendono ad attingere alle tecniche del cinema e del documentario. E non \u00e8 difficile crederlo, tenendo conto che in un certo senso la \u201cvocazione\u201d alla promozione turistica ha sempre fatto parte del cinema, basti pensare a film degli anni \u201950 come <em>Viaggio in Italia<\/em> di Rossellini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 cos\u00ec che oggi assistiamo alla nascita di web serie e altri prodotti pi\u00f9 strutturati, dal punto di vista narrativo, rispetto allo spot tradizionale. D\u2019altra parte, il web e i social hanno complicato tutto, con la tendenza a richiedere video sempre pi\u00f9 brevi, con scarso approfondimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sfida pi\u00f9 grande per un videomaker, oggi, \u00e8 forse proprio la ricerca di un equilibrio efficace tra questi modi diversi, se non opposti, di raccontare un territorio, tra il bisogno di contenuti facili e veloci e la sempre maggior richiesta di formati pi\u00f9 complessi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Parliamo del tuo lavoro: qual \u00e8 il tuo approccio quando devi raccontare il territorio attraverso le immagini?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il linguaggio pi\u00f9 affine a me \u00e8 il documentario: i tempi sono molto diversi da quelli <em>mordi e fuggi<\/em> di uno spot tradizionale, ma cerco di proporre uno stile documentaristico nella promozione territoriale anche laddove i ritmi sono pi\u00f9 serrati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le web serie, in questo senso, sono spesso un buon compromesso: permettono di adottare il respiro del documentario, di fermarsi, di predisporsi ascolto, magari anche andando a chiedere a chi abita e vive un territorio cosa lo rende particolare (come abbiamo fatto, ad esempio, nella prima stagione della web serie <em>The Perfect Place<\/em> di Finale Ligure). Non \u00e8 pi\u00f9 il caso di fare promozione turistica con due comparse che attraversano un paesaggio da cartolina\u2026 oggi \u00e8 necessario uno spessore diverso.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una necessit\u00e0 comunicativa o etica?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sia comunicativa che etica. Il nostro \u00e8 un territorio fragile e il turismo di massa pu\u00f2 avere un impatto negativo. Bisogna tenerne conto: ascoltare le persone che quel territorio lo vivono. Dal mio punto di vista, la scelta del classico testimonial VIP che nulla ha a che fare con la destinazione da promuovere non \u00e8 pi\u00f9 praticabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia, in questo momento, sono molte le riflessioni in atto sulla tutela del territorio e del paesaggio e chi si occupa di promozione turistica non pu\u00f2 permettersi di ignorarle o banalizzarle. Sono la chiave di volta su cui si gioca il futuro del nostro Paese, un Paese dalla profonda vocazione culturale che non deve essere ridotto a uno slogan accattivante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La comunicazione viaggia sempre pi\u00f9 veloce, \u00e8 vero, ma questa velocit\u00e0 non deve comportare la rinuncia all\u2019approfondimento: le persone hanno bisogno di profondit\u00e0, di stimoli. Altrimenti, il rischio \u00e8 arrendersi all\u2019appiattimento culturale, alla fruizione passiva dei contenuti. Meritiamo di meglio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come trovi l\u2019ispirazione per un progetto e come identifichi i punti di forza di un territorio?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ascolto, attenzione, tempo, dialogo. E un atteggiamento aperto nei confronti dell\u2019imprevisto, una disposizione a cogliere le circostanze che si presentano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le deviazioni di percorso sono una ricchezza e purtroppo la realizzazione di uno spot tradizionale non le consente: lo spot classico \u00e8 una macchina talmente oliata che non ti puoi permettere il cambio di rotta e l\u2019improvvisazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un peccato: i cambi di programma che nascono spontaneamente, le ispirazioni improvvise, sono stimoli creativi molto forti. \u00c8 sempre la realt\u00e0, il vivere la situazione sul posto, che regala al progetto quel qualcosa in pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come funziona dal punto di vista pratico lo sviluppo di un progetto, dal primo brief del committente?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dipende dal progetto e dal committente. Ho la fortuna di lavorare con <em>art director<\/em> con cui c\u2019\u00e8 stima e sintonia, magari rapporti di amicizia che durano da anni e che quindi consentono di sviluppare un dialogo serrato e costruttivo intorno al progetto, come nel caso delle campagne realizzate con Studiowiki.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questi casi, c\u2019\u00e8 prima di tutto uno scambio di idee e ispirazioni: propongo cose che ho visto, non solo spot ma anche documentari o film, che possono offrire spunti interessanti. A seconda del progetto, da l\u00ec si passa alla stesura dello script e se necessario dello storyboard, dialogando parallelamente con il terzo interlocutore in gioco: il cliente. Quella \u00e8 spesso la parte pi\u00f9 complessa\u2026<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>A proposito del cliente\u2026 Come concili la necessit\u00e0 di aderire agli obiettivi del cliente, generalmente orientati al marketing, con la tua visione creativa?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La differenza di visioni pu\u00f2 diventare un limite, a volte anche grosso. Dipende dall\u2019interlocutore. Per\u00f2 \u00e8 un limite stimolante, sotto certi punti di vista: i limiti possono diventare una spinta all\u2019immaginazione. Ti danno un confine, dei paletti intorno a cui sviluppare la creativit\u00e0 del progetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La stessa cosa, in grande, si verifica nelle arti, nel cinema: a volte sono i divieti, le limitazioni, a dare origine a nuovi spunti e linguaggi. Spesso invece sono solo delle gran seccature\u2026 Ma va bene cos\u00ec, fa parte del gioco.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ci sono tecniche o strumenti che trovi utili per restituire allo spettatore l\u2019essenza dei luoghi?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una scelta, secondo me, molto funzionale in questo senso \u00e8 \u201cviaggiare leggeri\u201d, con troupe snelle, ridotte, anche dal punto di vista dell\u2019attrezzatura: cerco di evitare i grandi apparati, portando solo ci\u00f2 che \u00e8 strettamente funzionale al progetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Presentarsi sul territorio \u201ca ranghi ridotti\u201d permette di accorciare le distanze, di entrare in sintonia pi\u00f9 rapidamente con le persone che stiamo intervistando. Viaggiare leggeri ha un altro vantaggio: si arriva un po\u2019 ovunque. Per esempio, per la seconda stagione della web serie <em>The Perfect Place<\/em> avevamo una troupe ridottissima (appena due persone, non c\u2019era neanche il fonico) e questo ci ha permesso una mobilit\u00e0 altrimenti impensabile.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quali strumenti o tecniche usi invece malvolentieri?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non sono un grande sostenitore del drone. Lo utilizzo, perch\u00e9 spesso viene richiesto dai committenti ma, secondo me, rischia di portare a quella banalizzazione dello storytelling del territorio a cui accennavo prima. Il punto di vista aereo di un drone non ha nulla a che fare con il punto di vista umano, con quella necessit\u00e0 di \u201cfar parlare\u201d dall\u2019interno chi il territorio lo vive per davvero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 uno strumento diffusissimo perch\u00e9 usa focali ampie e permette di offrire allo spettatore scorci inconsueti sul paesaggio, ma \u00e8 ormai inflazionato. Se posso, cerco di non usarlo, o di usarlo in maniera grafica e creativa. Un buon esempio? Le riprese aeree sui tetti per la web serie <em>The Sound of Modena<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come adatti il tuo metodo di lavoro a seconda del tipo di output che devi produrre?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Produrre uno spot \u00e8 molto diverso da produrre, ad esempio, un documentario. Nei documentari i tempi si dilatano, c\u2019\u00e8 una cura maggiore per i dettagli: la fotografia, ogni singola azione in scena. Tutto \u00e8 importante. Quando si girano output come spot ci sono ritmi pi\u00f9 serrati, scelte pi\u00f9 veloci e funzionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mio approccio, per\u00f2, nei limiti del possibile non cambia: mi affido sempre agli stessi collaboratori, persone che si sono formate con me e che spesso condividono la mia passione per il cinema. Lavoro con loro perch\u00e9 mi trovo bene, la macchina \u00e8 oliata e cerchiamo di avere un\u2019impronta, uno stile riconoscibile in tutto quello che facciamo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come definiresti questo <em>stile riconoscibile<\/em>?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista del linguaggio registico, tendo a usare inquadrature fisse che corrispondono a scelte di comunicazione precise. Per esempio, quando qualcuno parla lo inquadro senza sovrapporre immagini di copertura: quando dialoghi con una persona di solito la guardi negli occhi. Voglio restituire proprio quella sensazione, non staccando mai dai volti. Limito quindi i movimenti di macchina ma scegliendo inquadrature molto grafiche e attente alla composizione: questa cifra stilistica si ritrova quasi in tutti i miei lavori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono poi i riferimenti, l\u2019immaginario visivo: cerco sempre ispirazioni nell\u2019arte e nelle scelte dei grandi registi. Le articolate simmetrie di Wes Anderson, le voci fuori campo dei film di Malick\u2026 Sono tutti riferimenti, spunti che si possono ripensare per creare qualcosa di nuovo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Qual \u00e8 l\u2019aspetto pi\u00f9 difficile del raccontare un territorio per immagini e qual \u00e8 il pi\u00f9 semplice?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il pi\u00f9 difficile \u00e8 convincere i committenti, gli amministratori, di alcune visioni artistiche e creative. Non \u00e8 una missione impossibile ma spesso si rivela lunga ed estenuante, proibitiva quando si lavora con tempi strettissimi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La parte pi\u00f9 semplice e stimolante del mio lavoro \u00e8 invece l\u2019incontro con il territorio, con le persone che lo vivono. Per questo motivo cerco di dedicarmi a progetti che hanno attivamente a che fare con il territorio, di conoscere le persone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vita, l\u2019incontro, la scoperta sono importanti esattamente quanto il risultato finale, se non di pi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Come \u00e8 cambiato, negli anni, il modo di fare promozione turistica attraverso i video e quali sono le&hellip;\n","protected":false},"author":31,"featured_media":116904,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"227","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"Come \u00e8 cambiato, negli anni, il modo di fare promozione turistica attraverso i video e quali sono le sfide e le opportunit\u00e0 che presenta?","_seopress_robots_index":"","csco_singular_sidebar":"","csco_page_header_type":"","csco_page_load_nextpost":"","csco_post_video_location":[],"csco_post_video_url":"","csco_post_video_bg_start_time":0,"csco_post_video_bg_end_time":0,"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[231,227,233],"tags":[247],"class_list":["post-116900","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-digital","category-inova","category-comunicazione","tag-inova-61","cs-entry","cs-video-wrap"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/116900","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/users\/31"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=116900"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/116900\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":116903,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/116900\/revisions\/116903"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/media\/116904"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=116900"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=116900"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=116900"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}