{"id":116865,"date":"2023-06-30T17:53:04","date_gmt":"2023-06-30T17:53:04","guid":{"rendered":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/?p=116865"},"modified":"2023-06-30T18:02:47","modified_gmt":"2023-06-30T18:02:47","slug":"non-piu-target-ma-persone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/non-piu-target-ma-persone\/","title":{"rendered":"Non pi\u00f9 target ma persone"},"content":{"rendered":"\n<p>C\u2019\u00e8 <strong>una rivoluzione copernicana<\/strong> in atto: un cambio di prospettive e punti di vista, trainato dall\u2019uso dei social, di cui \u00e8 diventato inevitabile tenere conto nella progettazione di una campagna di comunicazione.<\/p>\n\n\n\n<p>I fruitori non sono pi\u00f9 spettatori passivi: <strong>sono creatori di contenuti<\/strong>. E l\u2019obiettivo di chi comunica non \u00e8 pi\u00f9 soltanto ottenere una risposta o una reazione da parte del destinatario, ma ingaggiarlo direttamente nella condivisione di un proprio <strong>contenuto nativo (User Generated Content, o UGC)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Quali passaggi hanno portato a questo cambiamento, e come si pu\u00f2 integrare in modo sano ed efficace nelle strategie di comunicazione?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Indice dei contenuti:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"#InfluencerMarketing\">Dalle campagne tradizionali all\u2019influencer marketing<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"#Influencer\">E se fossimo tutti influencer?<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"#BrandAmbassador\">Dal brand ambassador al brand advocate<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"#Storytelling\">Uno storytelling valoriale comune<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"#conclusioni\">Conclusioni<\/a><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><a name=\"InfluencerMarketing\"><strong>Dalle campagne tradizionali all\u2019influencer marketing<\/strong><\/a><\/h2>\n\n\n\n<p>Fino a una quindicina d\u2019anni fa, la produzione e la diffusione di contenuti rivolti a un grande pubblico era una prerogativa degli \u201caddetti ai lavori\u201d: intrattenitori, storyteller, produttori, pubblicitari, grafici, fotografi\u2026 Il rapporto verticale tra emittente e destinatario era rigido, poco interattivo.<\/p>\n\n\n\n<p>La diffusione capillare (e pervasiva) dei social network ha favorito il rapido sviluppo di modelli comunicativi \u201ca rete\u201d, meno verticalizzati: gli algoritmi amano <strong>l\u2019engagement<\/strong>. Per favorire la diffusione del proprio messaggio sul web, quindi, si \u00e8 reso necessario <strong>stimolare l\u2019interazione dei fruitori<\/strong> attraverso le pi\u00f9 disparate <em>call to action<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Parallelamente, la democratizzazione nella produzione e condivisione dei contenuti ha fatto emergere figure e profili con un <strong>forte potere di influenza<\/strong>, capaci di costruire una solida e fidelizzata rete di <em>follower<\/em>. Il potenziale degli <em>influencer<\/em> nel marketing \u00e8 stato intercettato dalle aziende, reattive nel cercare modi sempre nuovi di integrare queste figure nelle proprie campagne di comunicazione.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019influencer pu\u00f2 diventare quindi <strong>testimonial o ambassador<\/strong> del brand, del prodotto o del messaggio:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>apparendo suicanali tradizionali o sui profili social dell\u2019emittente;<\/li>\n\n\n\n<li>condividendo contenuti sponsorizzati sui propri canali.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Un influencer capace di farsi percepire come credibile e affidabile e di consolidare un contatto emotivo con i propri follower \u00e8 un testimonial efficace: la risposta del pubblico \u00e8 paragonabile a quella che si ottiene quando <strong>\u00e8 un amico a consigliare il prodotto<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo apre naturalmente le porte alla necessit\u00e0 di regolamentazione: un contenuto pubblicitario deve essere sempre <strong>segnalato in modo riconoscibile<\/strong>, e ben distinto dal \u201cconsiglio spontaneo\u201d di un utente che acquista il prodotto e lo raccomanda a terzi (<em>brand advocate<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><a name=\"Influencer\"><strong>E se fossimo tutti influencer?<\/strong><\/a><\/h2>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ottobre del 2018 \u201cThis is not a sushi bar\u201d, un locale di Milano, fa parlare di s\u00e9 con una &#8211; per l\u2019epoca &#8211; curiosa iniziativa promozionale. Gli avventori possono ottenere delle portate omaggio se condividono foto dei piatti sui loro profili social, taggando il ristorante. Viene diffuso addirittura una sorta di <strong>\u201clistino dei follower\u201d<\/strong>: da 1000 a 5000 follower, una pietanza gratuita. Da 5000 a 10.000 due; fino a 50.000 quattro piatti. E se, per colmo di fortuna, il cliente ha pi\u00f9 di 100.000 follower? L\u2019intera cena \u00e8 offerta.<\/p>\n\n\n\n<p>Una <em>case history<\/em> molto interessante: l\u2019intento \u201cmanifesto\u201d del ristorante \u00e8 far conoscere il proprio prodotto \u201cparcellizzando\u201d la promozione grazie agli utenti, ma il lancio stesso dell\u2019iniziativa \u00e8 un\u2019operazione di marketing. I clienti potenziali sono portati a provare il ristorante, allettati dall\u2019offerta della pietanza gratis, e anche per un meccanismo psicologico di edonismo e <strong>spirito d\u2019emulazione<\/strong>: <em>anch\u2019io, che ho appena 1000 follower, vengo trattato come un influencer<\/em>. <em>Anch\u2019io ho \u201cdiritto\u201d a ricevere un prodotto gratis in cambio di promozione. <\/em>Percepisco di avere un <strong>\u201cimpatto\u201d su chi mi segue<\/strong>, rafforzando la mia autostima.<\/p>\n\n\n\n<p>Curiosamente, molte truffe diffuse ad oggi su Instagram si basano su questa stessa \u201cinnocente vanit\u00e0\u201d: profili <em>scam<\/em> propongono a \u201cinfluencer in erba\u201d di farsi spedire i prodotti pi\u00f9 disparati gratis in cambio di una promozione. La truffa pu\u00f2 poi configurarsi nel pagamento di fantomatiche \u201cspese di spedizione\u201d (dal valore molto superiore ai prodotti, oggetti contraffatti che costano pochi euro) o in un furto di dati.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio caso \u201cmicro\u201d del ristorante sushi ci porta a un\u2019altra considerazione: proposte come queste hanno un forte riscontro perch\u00e9 offrono all\u2019utente l\u2019occasione di creare content potenzialmente <strong>in linea con il proprio posizionamento<\/strong> e la propria comunicazione. Ad esempio, la foto al sushi con gli amici: uno scatto che ci fa percepire dai follower come persone dalla vita sociale dinamica, che amano mangiare fuori in locali alla moda, e che quindi risulta coerente con un profilo dedicato al <em>lifestyle<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi come questi sono emblematici di uno slittamento progressivo, che ha portato le aziende a costruire campagne sempre pi\u00f9 orientate allo User Generated Content.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><a name=\"BrandAmbassador\"><strong>Dal brand ambassador al brand advocate<\/strong><\/a><\/h2>\n\n\n\n<p>In quest\u2019ottica, le <em>call to action<\/em> cambiano. Non si chiede pi\u00f9 all\u2019utente di limitarsi a lasciare un like, un commento, o condividere il contenuto generato dall\u2019azienda: lo si invita a costruire intorno al messaggio del brand un <strong>contenuto nativo<\/strong>, in linea con il proprio soggettivo storytelling.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u201cco-creazione\u201d della campagna si declina di volta in volta in modalit\u00e0 differenti: concorsi, condivisione di esperienze col prodotto, creazione artistica intorno al messaggio\u2026 una \u201cpartecipazione attiva\u201d che non solo permette di raggiungere a cascata un pubblico pi\u00f9 ampio, ma anche di generare un <strong>senso di coinvolgimento<\/strong> e connessione col marchio altrimenti difficile da ottenere.<\/p>\n\n\n\n<p>Il canale dell\u2019UGC diventa parte integrante (quando non cuore stesso) nella progettazione delle campagne di comunicazione. Tu, utente, non sei pi\u00f9 un consumatore: sei stato promosso ad <em>ambassador<\/em> (non retribuito &#8211; quindi, a <em>brand advocate<\/em>). <strong>La campagna non \u00e8 pi\u00f9 nostra: \u00e8 soprattutto <em>tua<\/em>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><a name=\"Storytelling\"><strong>Uno storytelling valoriale comune<\/strong><\/a><\/h2>\n\n\n\n<p>Affinch\u00e9 si inneschi questo bisogno di \u201cpartecipare\u201d, la semplice richiesta non basta. \u00c8 necessario fare leva su <strong>emozioni, valori o cause pi\u00f9 alte<\/strong> \u2013 condivise dal brand (non solo a livello di comunicazione, ma anche di processi produttivi, di scelte sostanziali) e dall\u2019utente. Molte aziende si propongono, ad esempio, di progettare campagne in occasione di grandi eventi \u201cvaloriali\u201d di massa in linea con la propria filosofia (come le manifestazioni per l\u2019ambiente o il Pride Month).<\/p>\n\n\n\n<p>Intorno a valori condivisi si pu\u00f2 costruire una <strong>narrazione comune<\/strong>, ad alto ingaggio: perfetta, in questo senso, la campagna #whatsyourname di Starbucks del 2020, che riusciva (attraverso diversi contenuti prodotti ad hoc e stimolati agli <em>ambassador<\/em>) a raccontare la sofferenza delle persone transgender costrette a usare il proprio <em>dead name <\/em>nella maggior parte dei contesti quotidiani.<\/p>\n\n\n\n<p>Il messaggio promozionale? Da Starbucks ogni cliente trova un ambiente inclusivo, e personale pronto a scrivere sul bicchiere soltanto il nome desiderato.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><a name=\"conclusioni\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/a><\/h2>\n\n\n\n<p>Il \u201csistema solare\u201d di chi comunica \u00e8 cambiato, insieme alla societ\u00e0: al centro ci sono le emozioni, i bisogni, i valori del singolo \u2013 <strong>non pi\u00f9 \u201cpubblico indifferenziato\u201d, non pi\u00f9 \u201ctarget\u201d ma persona.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La possibilit\u00e0 di costruire campagne intorno all\u2019User Generated Content si inserisce naturalmente in questo cambiamento, aprendo a nuovi scenari creativi e a <strong>iniziative di valore<\/strong>, con un forte impatto (non solo commerciale).<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019opportunit\u00e0 che vale la pena cogliere per favorire coinvolgimento, diffusione del messaggio e un circolo virtuoso di comunicazione positiva.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"C\u2019\u00e8 una rivoluzione copernicana in atto: un cambio di prospettive e punti di vista, trainato dall\u2019uso dei social,&hellip;\n","protected":false},"author":4,"featured_media":116867,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"227","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"I fruitori non sono pi\u00f9 spettatori passivi: sono creatori di contenuti. Cambio di prospettive e punti di vista, trainato dall\u2019uso dei social","_seopress_robots_index":"","csco_singular_sidebar":"","csco_page_header_type":"","csco_page_load_nextpost":"","csco_post_video_location":[],"csco_post_video_url":"","csco_post_video_bg_start_time":0,"csco_post_video_bg_end_time":0,"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[229,235,227,233],"tags":[246],"class_list":{"0":"post-116865","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-dati-e-ricerche","8":"category-turismo","9":"category-inova","10":"category-comunicazione","11":"tag-inova-60","12":"cs-entry","13":"cs-video-wrap"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/116865","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=116865"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/116865\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":116875,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/116865\/revisions\/116875"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/media\/116867"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=116865"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=116865"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=116865"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}