{"id":113073,"date":"2022-08-10T16:07:40","date_gmt":"2022-08-10T16:07:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiowiki.it\/?p=113073"},"modified":"2026-04-13T16:00:07","modified_gmt":"2026-04-13T16:00:07","slug":"inova-n-51-per-una-comunicazione-etica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/inova-n-51-per-una-comunicazione-etica\/","title":{"rendered":"Per una comunicazione etica della destinazione turistica"},"content":{"rendered":"<p>Se in un buon vino la struttura e l\u2019identit\u00e0, ovvero quell\u2019insieme irripetibile di tratti marcati, elementi pertinenti e inscindibili relazioni in mutuo accrescimento che sono superiori alla sommatoria algebrica delle singole parti, sono date da quello che siamo soliti definire con il termine <em>terroir<\/em>; allo stesso modo per una destinazione potremo parlare di <em>territorio<\/em>. Non altro che il contesto nel quale accadono e si succedono le relazioni. Relazioni tra le persone e relazioni tra le persone e il paesaggio, inteso nella sua accezione pi\u00f9 ampia.<\/p>\n<p>La comunit\u00e0 \u2013 fatta di cittadini residenti ma anche di cittadini temporanei, ovvero escursionisti e turisti \u2013 e il paesaggio fanno del territorio ci\u00f2 che esso \u00e8. Sono la sua essenza. Possiamo allora sostituire il concetto, forse oggi un po\u2019 abusato nel marketing e nella comunicazione turistica, di esperienza con quello che ci sembra essere pi\u00f9 adatto e calzante: <em>la relazione.<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019esperienza (turistica) \u00e8 una messa in relazione.<\/em> Un\u2019eco di corrispondenze che dovr\u00e0 trovare nel ritmo piano e nello stile semplice della prosa quotidiana la sua straordinariet\u00e0. Una comunicazione che si concentra sulle relazioni che fanno un territorio: persone e paesaggio. Mettendo al centro il luogo si potranno costruire narrazioni da scovare nelle pieghe del vissuto materiale e immateriale della destinazione. Non limitarsi a raccontare semplicemente i valori della destinazione attraverso le peculiarit\u00e0 del paesaggio e le componenti umane ed emozionali forti, bens\u00ec avviare azioni di comunicazione che sappiano innescare processi virtuosi fuori e dentro la destinazione. Una comunicazione che non si limiti a dire, a fare discorsi e costruire messaggi, anche di valore, a proposito di quello che si prefigge di raccontare. Bens\u00ec una comunicazione che dicendo \u201cfa\u201d e facendo \u201cdice\u201d.<\/p>\n<p>Il luogo della relazione positiva e di valore \u00e8 il luogo ospitale per eccellenza. \u00c8 il luogo perfetto per il soggetto che si conosce e riconosce attraverso la relazione con l\u2019altro (persona e paesaggio). La coralit\u00e0 generata dai singoli racconti richiuder\u00e0 la circolarit\u00e0 del messaggio sulla marca. Un percorso circolare nella costruzione dell\u2019identit\u00e0 di marca che attraversa il territorio con le sue relazioni. Una marca come spazio aperto, libero e potenzialmente mai concluso che accoglie le infinite dichiarazioni dei soggetti che partecipano direttamente, nel loro essere comunit\u00e0, al processo di significazione della marca stessa.<\/p>\n<p>Una comunicazione che sia ambiziosa e innovativa, ovvero che sappia proporsi oltre le logiche consolidate e spesso ormai paludate della comunicazione di brand territoriale. La comunicazione di territorio \u00e8 stata fatta, dal dopoguerra agli anni Ottanta, attraverso grafiche flat e illustrate; fra gli altri motivi che possiamo ipotizzare, quello correlato, ad esempio, alla tecnologia applicata alla fotografia, che non era sufficientemente sviluppata per rendere giustizia alle qualit\u00e0 e alle bellezze dei territori. La foto di territorio era relegata alla cartolina. Con l\u2019avvento della nuova tecnologia digitale applicata alla fotografia, negli ultimi venti anni la comunicazione di territorio si \u00e8 basata sulla fotografia, con un progressivo e molto interessante sviluppo della tecnologia e della tecnica che hanno fatto evolvere la qualit\u00e0 nella rappresentazione promozionale dei territori. Oggi, la comunicazione di territorio si basa, sostanzialmente, sull\u2019alta qualit\u00e0 delle immagini prodotte. La \u201ccartolina\u201d, scomparsa dai negozi e dalle tabaccherie delle destinazioni turistiche quale strumento ormai \u201cpassato di moda\u201d, \u00e8 in realt\u00e0 dominante, con altri scopi, nella comunicazione promozionale dei territori. L\u2019immagine, in questo caso, non ha \u201cil solo scopo di rappresentare il prodotto\u201d (come si dice spesso nei materiali promozionali), ma lo rende visibile e tangibile, almeno cos\u00ec promette, nella sua qualit\u00e0 e unicit\u00e0.<\/p>\n<p>I territori hanno cominciato a comunicarsi come marca (territoriale) solo negli ultimi vent\u2019anni, proprio parallelamente all\u2019avvento della grande fotografia (pubblicitaria) di territorio e paesaggio. Possiamo dire che la comunicazione di territorio, con qualche lustro di ritardo, insegue le logiche della comunicazione di marca, perseguendo \u2013 di fatto \u2013 mutate le condizioni e il contesto, i medesimi obiettivi. Nel ritardo e nello scarto fra la comunicazione di marca, pi\u00f9 avanzata, e quella del territorio, risiedono interessanti possibilit\u00e0. Oggi la marca produce discorsi. Chiede alle audience un\u2019adesione alla sua filosofia. La comunicazione di marca, oggi, fa opinione. Concentrandosi su questo valorizza indirettamente il prodotto per cui \u00e8 chiamata a farsi cantrice. Del resto, come gi\u00e0 si legge nella prima tesi del Cluetrain Manifesto, i mercati sono conversazioni. Questo l\u2019effetto del one to one generato dalla rete. Non basta promuoversi. Bisogna muoversi, prendere posizione. Bisogna dire in che cosa si crede. La comunicazione di territorio non ha ancora iniziato \u2013 salvo alcune felici eccezioni &#8211; a percorrere questa strada sulla quale le marche sono ormai padrone in indiscusso sviluppo. C\u2019era uno spazio vuoto lasciato dalla religione e dalla politica e le marche sono andate a occuparlo. La marca commerciale ha tracciato la strada, i territori possono scegliere di seguirla o meno. I primi territori che lo sapranno fare avranno uno spazio ancora vergine da conquistare e si guadagneranno un vantaggio competitivo sugli altri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Se in un buon vino la struttura e l\u2019identit\u00e0, ovvero quell\u2019insieme irripetibile di tratti marcati, elementi pertinenti e&hellip;\n","protected":false},"author":4,"featured_media":113074,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"0","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"Il territorio non \u00e8 altro che il contesto nel quale accadono le relazioni. Relazioni tra le persone e tra le persone e il paesaggio. 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