{"id":111523,"date":"2021-04-02T10:59:52","date_gmt":"2021-04-02T10:59:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiowiki.it\/?p=111523"},"modified":"2022-11-23T19:07:17","modified_gmt":"2022-11-23T19:07:17","slug":"inova-n-36-la-nuova-identita-delle-citta-post-pandemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/inova-n-36-la-nuova-identita-delle-citta-post-pandemia\/","title":{"rendered":"La nuova identit\u00e0 delle citt\u00e0 post-pandemia"},"content":{"rendered":"<p>Agli albori della prima rivoluzione industriale la popolazione mondiale ammontava a circa un miliardo di persone, diventati due nella prima met\u00e0 del Novecento. Da quel momento, grazie al miglioramento delle condizioni di vita nelle regioni meno sviluppate, abbiamo assistito a un forte <strong><em>boom<\/em> demografico<\/strong>, in cui gli abitanti del pianeta sono aumentati esponenzialmente, sino ad arrivare agli attuali <strong>sette miliardi<\/strong>. L\u2019ONU stima che con questi indici di crescita la popolazione arriver\u00e0 a quota nove miliardi entro il 2050; si pensa che il <strong>70%<\/strong> di queste persone \u2013 rispetto all\u2019attuale 55% \u2013 si concentrer\u00e0 nelle <strong>aree urbane e periurbane<\/strong>.<\/p>\n<p>Come fare quindi ad affrontare questo cambiamento cos\u00ec rapido e vorticoso? L\u2019ultimo anno, purtroppo caratterizzato dalla pandemia, ci ha fornito il prezioso insegnamento che <strong>non bisogna subire fenomeni di questa entit\u00e0, ma mettersi nella condizione di guidarli<\/strong>, utilizzando i punti di riferimento che abbiamo a disposizione: l\u2019Agenda 2030, gli obiettivi di <em>Horizon Europe<\/em> e il Programma di Ricerca per l\u2019Italia 2021-2027.<\/p>\n<p>I programmi sono sviluppati per obiettivi e pensati per uno <strong>sviluppo sostenibile<\/strong>, attraverso un\u2019urbanizzazione non discriminante, pensata con l\u2019obiettivo di creare nuovi insediamenti, nel rispetto del contesto territoriale, geologico e umano, ad esempio dando il giusto peso ai quartieri periferici. Non esiste infatti<strong> rigenerazione materica senza rigenerazione sociale<\/strong>.<\/p>\n<p>Un interessante esempio \u00e8 rappresentato dalla \u201c<strong>Citt\u00e0 dei 15 minuti<\/strong>\u201d, teorizzata dal sindaco di Parigi Anne Hidalgo; il modello prevede che ogni cittadino possa raggiungere in un quarto d\u2019ora, a piedi o in bicicletta, i servizi necessari per mangiare, divertirsi e lavorare, in qualsiasi zona della citt\u00e0 abiti.<\/p>\n<p>In questo tentativo di sviluppo di un modello di \u201cSociet\u00e0 5.0\u201d, l\u2019<strong>individuo \u00e8 il fulcro del processo <\/strong>e viene affiancato dai nuovi strumenti digitali. L\u2019anno trascorso ha dimostrato come le tecnologie di comunicazione permettano di superare molte difficolt\u00e0 e ha fatto cadere quel <strong>velo di pregiudizio <\/strong>presente in una grossa fetta di popolazione, soprattutto coloro non avvezzi alle nuove tecnologie.<br \/>\nNel prossimo futuro si andr\u00e0 sempre pi\u00f9 verso un rapporto \u201cvisceralmente collaborativo\u201d tra l\u2019uomo e la macchina, attraverso le potenzialit\u00e0 di strumenti <em>data driven<\/em> come l\u2019<strong>intelligenza artificiale <\/strong>o i processi di <strong><em>machine learning<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Il cambiamento di paradigma in atto, che sta portando a dare maggiore importanza a principi di prossimit\u00e0, vicinato e inter-generazionalit\u00e0, riguarder\u00e0 da vicino il settore lavorativo.<br \/>\nSar\u00e0 interessante prevedere gli <strong>sviluppi dello <em>smartworking<\/em><\/strong> nel contesto di queste tematiche quando giungeremo alla \u201cnuova normalit\u00e0\u201d. Le citt\u00e0 avranno bisogno, in misura sempre maggiore, di spazi condivisi e condivisibili, per poter lavorare o studiare insieme; si entrer\u00e0 in una fase di \u201cnomadismo urbano 2.0\u201d, nel quale <strong>l\u2019interconnessione sar\u00e0 utile quanto, o talvolta pi\u00f9, della presenza<\/strong>, un mondo nel quale ci si sposter\u00e0 avendo sempre a disposizione gli strumenti per lavorare o studiare.<\/p>\n<p>Questi processi saranno<strong> inarrestabili<\/strong>. Affinch\u00e9 tutto questo avvenga in maniera \u201cnaturale\u201d \u00e8 importante per\u00f2 che chi comunica questo cambiamento sia attento a raccogliere, interpretare e trasmettere nella maniera corretta queste nuove istanze. Le grandi infrastrutture e l\u2019ottimizzazione delle reti possono e devono dare benefici ai cittadini, ma <strong>la mancanza di conoscenza e comunicazione crea separazione<\/strong> e taglia fuori chi non \u00e8 pronto a recepire gli stimoli dall\u2019esterno. \u00c8 importante che su questi temi, che possono apparire astratti, ci sia piena <strong>volont\u00e0 attuativa<\/strong> da parte delle <strong>nuove generazioni<\/strong>.<\/p>\n<p>Sono i giovani di oggi, che si affacciano sul mondo in questo periodo, che dovranno <strong>vivere e gestire le situazioni che si stanno modificando<\/strong>. Lo potranno fare solo se riceveranno un\u2019adeguata formazione e avranno la voglia e la passione di approfondire, perch\u00e9 i momenti di grande cambiamento sono quelli di enormi opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>Sono queste le occasioni in cui bisogna essere pronti ed attrezzati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Agli albori della prima rivoluzione industriale la popolazione mondiale ammontava a circa un miliardo di persone, diventati due&hellip;\n","protected":false},"author":16,"featured_media":111524,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"0","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"Come fare quindi ad affrontare questo cambiamento cos\u00ec rapido e vorticoso? 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