{"id":111399,"date":"2021-03-08T18:35:00","date_gmt":"2021-03-08T18:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiowiki.it\/?p=111399"},"modified":"2022-11-23T19:09:10","modified_gmt":"2022-11-23T19:09:10","slug":"inova-n-34-non-ci-sono-piu-le-citta-di-una-volta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/inova-n-34-non-ci-sono-piu-le-citta-di-una-volta\/","title":{"rendered":"Non ci sono pi\u00f9 le citt\u00e0 di una volta"},"content":{"rendered":"<p>Ci misuriamo con una stagione del vivere urbano dove il confine tra crescita e declino, inclusione e abbandono, centro e periferie viene continuamente riscritto.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>La globalizzazione ha segnato una cesura nella lunga storia delle citt\u00e0 europee. Per la prima volta le citt\u00e0 non hanno la capacit\u00e0 e la possibilit\u00e0 di determinare autonomamente le scelte della loro crescita anzi, sono investite da processi transnazionali e traslocali non condizionabili localmente. Al contempo le citt\u00e0 possono valorizzare il proprio capitale umano e sociale, il patrimonio culturale e ambientale. Mettere in campo progetti locali di sviluppo capaci di dialogare con il mondo. <b>La citt\u00e0, a differenza di quanto accadeva nell\u2019et\u00e0 fordista, \u00e8 essa stessa la principale risorsa per lo sviluppo<\/b>.<b><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p>La nuova storia delle citt\u00e0 si misura con le dinamiche globali e nel riuscire ad evitare, per citare Bauman, di diventare la \u201cdiscarica dei fenomeni della mondializzazione\u201d. Di ridimensionarsi per effetto dell\u2019invecchiamento della popolazione e dell\u2019impoverimento del tradizionale impianto economico. Le citt\u00e0 si concentrano sull\u2019innovazione e la competizione, nell\u2019individuazione di nuove vocazioni in grado di evitare il declino, sulle reti tecnologiche e logistiche che possano garantire relazioni e integrazioni tra grandi aree urbane.<b> Il futuro delle citt\u00e0 oggi \u00e8 legato all\u2019essere in grado di trarre investimenti, conoscenze, persone.<\/b> La rigenerazione e la riqualificazione delle aree storiche e delle aree industriali dismesse, l\u2019espansione dell\u2019attivit\u00e0 legata al turismo, la e la valorizzazione del patrimonio artistico monumentale, la cultura come fattore economico, l\u2019universit\u00e0 e la ricerca; sono questi i tasselli dentro cui si ricerca un nuovo sviluppo. <b>Nella logica delle tre T di Richard Florida (talenti, tecnologia, tolleranza).<\/b><\/p>\n<p>Al tempo stesso la citt\u00e0 globalizzata produce la moltiplicazione delle periferie. Senza una forte regia pubblica la citt\u00e0 gentrificata coincide con la costruzione di pi\u00f9 solide separatezze urbane. Vale per molti centri storici in cui si \u00e8 persa ogni dimensione di valore d\u2019uso consegnandoli al solo valore di scambio e di mercato. Disuguaglianze, perdita della qualit\u00e0 della vita, peso migratorio, sono elementi che vanno a formare quella che chiamiamo la \u201csociet\u00e0 della paura e dell\u2019insicurezza\u201d. Le periferie non sono pi\u00f9 riconducibili al territorio gerarchizzato della citt\u00e0 industriale. N\u00e9 tantomeno rinviano ai vecchi quartieri operai. Le periferie coincidono piuttosto con tutti quei luoghi che perdono capacit\u00e0 d\u2019azione e di relazione, che vedono peggiorare le condizioni di vita degli abitanti e le loro possibilit\u00e0 di connessione con l\u2019insieme dell\u2019area metropolitana indipendentemente dalla maggiore o minore distanza dal centro. Si diventa periferia e spesso, si diventa periferia con rabbia. Le citt\u00e0 sono costrette a misurarsi con le lacerazioni della comunit\u00e0, l\u2019impoverimento, le dinamiche di esclusione. E si differenziano tra loro nel riuscire a garantire la crescita del capitale sociale, il know how collettivo, l\u2019accesso all\u2019istruzione e alla protezione sociale per tutti.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>La periferia rinvia quindi ai caratteri strutturali delle scelte di sviluppo e, al tempo stesso, sottolinea con estrema chiarezza i processi pesantissimi di emarginazione. Abbiamo ormai periferie al quadrato e al cubo. Rigenerazione urbana e nuove periferie sono i tratti di una costante trasformazione delle citt\u00e0. Per collegarli in un circuito virtuoso bisogna partire dal \u201c<b>diritto alla citt\u00e0<\/b>\u201d, richiamando Lefevre. E cio\u00e8 come sia necessario oggi misurarsi con processi di riqualificazione che non si fondino soltanto sulle logiche contingenti del profitto quanto su una cultura della pianificazione da tempo abbandonata. Perch\u00e8 <b>la periferia non si ricuce da s\u00e9<\/b>. Basti pensare a quanti progetti di recupero urbano sono poi crollati su s\u00e9 stessi. La periferia si rigenera in termini di qualit\u00e0 urbana solo se ritrova percorsi di <b>connessione<\/b>. Affrontare i temi della periferia significa affrontare i temi del ridisegno della citt\u00e0, delle funzioni urbane e della delocalizzazione delle funzioni urbane. La stessa <b>velocit\u00e0 del mutamento<\/b>, comporta il misurarsi con processi che producono riequilibrio nell\u2019ambito della citt\u00e0 e rimettono in moto energie e capacit\u00e0 di relazione e di crescita. Anche da qui la necessit\u00e0 di sperimentare <b>nuove forme di democrazia urbana<\/b>. Le citt\u00e0 si devono ripensare, non soltanto da un punto di vista urbanistico ma, anche dal punto di vista dell\u2019organizzazione istituzionale e costruire partecipazione ed un costante esercizio dei diritti di cittadinanza.<\/p>\n<p>L\u2019epidemia ripropone tutti queste questioni insieme. Ci consegna la necessit\u00e0 di nuove visioni della citt\u00e0. Ridisegna il rapporto tra centro e periferia e apre una riflessione cruciale sulla prossimit\u00e0 e la centralit\u00e0 del territorio. Sullo spazio pubblico, le reti commerciali, le reti logistiche e di trasporto. <b>Oggi non possiamo ragionare sulla citt\u00e0 senza misurarci con quella che sar\u00e0 e dovr\u00e0 essere la citt\u00e0 di domani. <\/b>La questione stessa dell\u2019attrattivit\u00e0 deve collegarsi ad un elemento di ricostruzione delle comunit\u00e0. <b>Non c\u2019\u00e8 citt\u00e0 capace di attrarre investimenti e persone se non \u00e8 in grado di difendere e valorizzare i propri abitanti<\/b>. Siamo davanti a due modelli: il primo \u00e8 quello della citt\u00e0 che si concentra, di volta in volta, su nuove aree, abbandonando quelle precedenti da un punto di vista urbano ed umano; e poi abbiamo il modello della citt\u00e0 che prova a tenere insieme i fattori della competizione. Una competizione di qualit\u00e0, con uno sviluppo capace di traguardare il tempo e, al tempo stesso, di far crescere e proteggere le persone. In qualche misura l\u2019irruzione del virus determiner\u00e0 l\u2019adozione del secondo modello.<\/p>\n<p>Come sempre nella storia delle citt\u00e0, la pandemia contribuir\u00e0 a ridisegnare le citt\u00e0. Cos\u00ec oggi, ci troviamo davanti ad uno straordinario ridisegno, non tanto degli spazi materiali quanto delle <b>reti immateriali<\/b>. E questa \u00e8 la nuova grande sfida delle citt\u00e0. Su cui siamo in ritardo. Con il rischio che ne prevalga il volto oscuro della riduzione delle relazioni, dell\u2019isolamento, della desertificazione sociale. Quando, all\u2019opposto, pu\u00f2 rivelarsi una straordinaria opportunit\u00e0 di connessione, di conoscenza, di pari opportunit\u00e0, di riorganizzazione dei tempi urbani, di una crescita ambientalmente sostenibile. Ancora una volta tutto \u00e8 legato alla regia. Tra le cose che dovremmo avere imparato in quest\u2019anno c\u2019\u00e8 quella che l\u2019emergenza sia essa sanitaria o sociale non pu\u00f2 tradursi solo in logiche emergenziali. Perch\u00e9 destinate, per quanto indispensabili, a mostrare rapidamente la corda. Ad amplificare le criticit\u00e0 non affrontate e non risolte. All\u2019opposto, e per le stesse ragioni, l\u2019emergenza pu\u00f2 innescare un ripensamento che contribuisca a superare i fattori di crisi preesistenti. Anche per questo i temi della cultura, del turismo, dello sviluppo sostenibile, del riequilibrio sociale, del ridisegno delle citt\u00e0, devono essere l\u2019occasione per l\u2019ingresso di una nuova generazione dentro la nostra vita civile, con funzioni e sguardi molto diversi dalle generazioni precedenti.<\/p>\n<p><i>Luca Borzani, Direttore de La Citt\u00e0<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ci misuriamo con una stagione del vivere urbano dove il confine tra crescita e declino, inclusione e abbandono,&hellip;\n","protected":false},"author":19,"featured_media":111400,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"0","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"Per la prima volta le citt\u00e0 non hanno la capacit\u00e0 e la possibilit\u00e0 di determinare autonomamente le scelte della loro crescita anzi...","_seopress_robots_index":"","csco_singular_sidebar":"","csco_page_header_type":"","csco_page_load_nextpost":"","csco_post_video_location":[],"csco_post_video_url":"","csco_post_video_bg_start_time":0,"csco_post_video_bg_end_time":0,"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[227],"tags":[93],"class_list":{"0":"post-111399","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-inova","8":"tag-inova-34","9":"cs-entry","10":"cs-video-wrap"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/111399","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=111399"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/111399\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":116255,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/111399\/revisions\/116255"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/media\/111400"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=111399"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=111399"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=111399"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}