{"id":111008,"date":"2020-12-31T13:42:57","date_gmt":"2020-12-31T13:42:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiowiki.it\/?p=111008"},"modified":"2022-11-24T15:59:45","modified_gmt":"2022-11-24T15:59:45","slug":"inova-n29-le-dodici-notti-seconda-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/inova-n29-le-dodici-notti-seconda-parte\/","title":{"rendered":"Le dodici notti (seconda parte)"},"content":{"rendered":"<h4>Le dodici notti \u00e8 una fiaba di Natale nata dalla libera rielaborazione narrativa del patrimonio folklorico ligure.\u00a0Ecco la seconda puntata della fiaba, scritta da\u00a0<strong>Federico Alberto<\/strong>, direttore creativo di Studiowiki ed \u00e8 un regalo che facciamo a tutti i lettori di INova per l\u2019inizio del nuovo anno.<\/h4>\n<p><strong><em>Buona lettura!<\/em><\/strong><\/p>\n<h2><\/h2>\n<h5><i>Ovvero la storia della bella Adelasia e del coraggioso Aleramo che infiniti pericoli affront\u00f2 per amarla<\/i><\/h5>\n<p><b>Personaggi<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p><b>Adelasia<\/b> \u2013 la principessa amata<\/p>\n<p><b>Aleramo<\/b> \u2013 l\u2019eroe innamorato<\/p>\n<p><b>Alfonso II<\/b> \u2013 monarca, padre di Adelasia<\/p>\n<p><b>Regina Luna Pi\u00e8 d\u2019oca<\/b> \u2013 moglie di Alfonso II, zia di Aleramo<\/p>\n<p><b>Oleastra<\/b> \u2013 regina delle fate, zia di Aleramo<\/p>\n<p><b>Belenda<\/b> \u2013 sorella di Oleastra e Regina Luna Pi\u00e8 d\u2019oca, madre naturale di Aleramo<\/p>\n<p><b>Mendaro<\/b> &#8211;<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>cavaliere del regno, marito di Belenda, padre naturale di Aleramo<\/p>\n<p><b>Benso<\/b> \u2013 contadino, padre adottivo di Aleramo<\/p>\n<p><b>Lisa<\/b> \u2013 moglie di Benso e madre adottiva di Aleramo<\/p>\n<p><b>Lamia Sabiana<\/b> \u2013 regina delle streghe e dei krampus<\/p>\n<p><b>Vendemmiale<\/b> \u2013 re dei folletti<\/p>\n<p><b>Malco<\/b> \u2013 principe saraceno<\/p>\n<p><b>Merudina<\/b> \u2013 guerriera saracena<\/p>\n<p><b>Sibillo e Salop<\/b> \u2013 generali saraceni<\/p>\n<p><b>Ondine e Coralline<\/b> \u2013 schiera delle fate<\/p>\n<p><b>Strie e Basure<\/b> \u2013 schiera delle streghe<\/p>\n<p><b>Il piccolo popolo<\/b> \u2013 schiera dei folletti<\/p>\n<p><b>Babbo Natale<\/b> \u2013 protettore dei bambini<\/p>\n<p><b>Rupel<\/b> \u2013 consigliere di Babbo Natale<\/p>\n<p><b><i>Sesta notte.<\/i> La follia, dove Aleramo, distrutto, vaga alla ricerca di Adelasia.<\/b><\/p>\n<p>Giunta che fu a palazzo la notizia del rapimento, vol\u00f2 veloce di bocca in bocca e giunse subito agli orecchi di Aleramo. Un grande dolore gli invase il petto. Cerc\u00f2 di serrarlo in fondo al cuore. Ma il solo pensiero di aver perso per sempre l\u2019amata Adelasia, di non poterla mai pi\u00f9 rivedere, e di essere condannato a passare il resto dei suoi giorni in solitaria compagnia, privato dell\u2019unico bene che vedeva al mondo e per il quale continuava a vivere e lottare lo misero in uno stato di dolorosissima prostrazione. Lacrime e sospiri faticava a trattenere l\u2019afflitto Aleramo. E alla fine, conscio di non poter pi\u00f9 porre un freno al grave dolore, si lasci\u00f2 andare ai pi\u00f9 tristi pensieri. Gi\u00f9 dagli occhi per le guance sparse un fiume di lacrime sul petto. Sospirava. Cercava il letto ma gli pareva pi\u00f9 duro che un sasso e pi\u00f9 pungente dell\u2019ortica. Ogni luogo del giardino e del palazzo gli ricordava le ore felici trascorse tra mille e mille baci, sempre insieme alla sua Adelasia. Decise cos\u00ec di andarsene. Prese le armi e il suo destriero e usc\u00ec dal palazzo. In mezzo al bosco, una volta trovatosi completamente solo, lanci\u00f2 urla e grida come per far uscire il dolore dal petto. Non si dava pace. Fuggiva i villaggi e le citt\u00e0. Restava nascosto nel folto degli alberi, senza dormire, senza mangiare, solo errando sbalordito dal dolore: in un pianto infinito. \u201cQueste non son lacrime, questi non posso essere semplici sospiri ch\u00e9 dovrebbero aver tregua almeno ogni tanto. Non sono pi\u00f9 io, non sono pi\u00f9 in me: quel che era Aleramo \u00e8 morto per sempre.\u201d E il dolore e il pianto si trasformarono in rabbia, ira, e furore. Tutto distruggeva con la sua spada. Alberi, massi, laghi e fiumi. Niente si salvava al suo passaggio. Poi cadeva stremato a terra guardando le luminose costellazioni: sempre sospirando e maledicendo il mondo. Gridava il suo dolore ai prati e il nome della bella Adelasia agli alti monti che gli facevano eco. Le fate e i folletti del bosco guardavano tristi e spaventati la follia del povero cavaliere. Pregarono Oleastra di volgere lo sguardo all\u2019infelice e di tentar di porvi rimedio. Oleastra, convinta da Vendemmiale che la pregava cercando di convincerla di quanto sarebbe stato opportuno un suo intervento magico per ridare Adelasia al suo amato e ristabilire cos\u00ec l\u2019ordine nel regno, si decise alfine a prendere il giovane ancora una volta sotto la sua familiare protezione. Apparve ad Aleramo in una soleggiata radura in mezzo al bosco. Il cavaliere stava lottando a mani nude contro un grosso cinghiale: l\u2019aveva ormai quasi domato grazie alla sua inumana forza guidata solo dalla pazzia, quando la dea gli si par\u00f2 davanti. \u201cSmetti di affliggerti, Aleramo. Ora devi raccogliere le forze per riprenderti ci\u00f2 che tuo ti \u00e8 stato sottratto dalla perfida malvagit\u00e0 dei nostri nemici. Ricorda i miei insegnamenti di quando eri poco pi\u00f9 di un bambino. Ricorda quello che ti diceva il saggio Vendemmiale sulle virt\u00f9 del cavaliere. Torna in te e disponiti con animo forte e fiero a questa dura lotta che ci aspetta. La bella Adelasia \u00e8 stata rapita dalle infide Basure di Lamia Sabiana, che l\u2019ha fatta rinchiudere prigioniera nel profondo Buranco. Dovrai andare a salvarla, solo cos\u00ec potr\u00e0 ancora essere tua. Prendi questa fiala, contiene una magica pozione che far\u00e0 addormentare le ombre del regno dei morti. Ma bada, la pozione, bench\u00e9 forte, non pu\u00f2 tutto contro gli spiriti infernali che abitano il terrificante Buranco. Dura solo il tempo di una notte, e se non vorrai restare anche tu imprigionato dentro la faglia orribile, vi dovrai scendere con animo casto e puro. Dovrai avere fiducia in te stesso, nella forza del tuo amore e nella forza della magia buona che io e Vendemmiale ti portiamo. Io non potr\u00f2 scendere con te, ti aspetter\u00f2 sulla soglia: quei regni d\u2019oltretomba sono interdetti al nostro popolo.\u201d E cos\u00ec dicendo scomparve poggiando la magica pozione ai piedi di Aleramo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p><b><i>Settima notte.<\/i> L\u2019entrata nel Buranco, dove Aleramo, dopo aver affrontato il Basilisco, scende nel Buranco e libera Adelasia.<\/b><\/p>\n<p>Aleramo si riebbe come da un sogno sognato a occhi aperti. Non perse altro tempo, gi\u00e0 troppo ne era stato speso in inutili compianti. Riprese l\u2019armatura e l\u2019elmo, si rivest\u00ec, e sellato il cavallo si avvi\u00f2 al galoppo sul sentiero che conduceva al pertugio infernale. Oleastra gi\u00e0 lo attendeva innanzi all\u2019ingresso. Ma non era purtroppo la sola. Il terribile Basilisco, temuto guardiano del Buranco, usc\u00ec con un salto e tent\u00f2 di addentare Aleramo. Il Basilisco era un animale orribile, aveva il potere di pietrificare il malcapitato che incrociasse per ventura il suo sguardo, e il suo alito era velenosissimo, bastava respirarne i fumi per rimanere a terra immobile. E una volta a terra il Basilisco divorava la sua preda intera e viva, digerendola lentamente nello stomaco. Si dice che il Basilisco sia nato dall\u2019uovo deposto da un gallo di sette anni, fecondato da un serpente e covato da un rospo. Ha testa di falco con sopra una cresta di gallo dorata, il corpo di rettile squamoso, la coda di serpente e quattro zampe di rapace. Una visione orribile! Aleramo indietreggi\u00f2, ma Oleastra era l\u00ec a proteggerlo. Chiamo in aiuto le fate e i folletti. Due folletti si trasformarono, l\u2019uno in donnola, l\u2019altro in gallo. Dovete sapere infatti che il Basilisco ha per soli nemici che possono sconfiggerlo questi due all\u2019apparenza innocui animali. La donnola gli si infil\u00f2 svelta tra le zampe e cominci\u00f2 a mordergli i calcagni senza lasciarsi afferrare. Il gallo cant\u00f2 forte. Il basilisco non poteva sopportare il canto del gallo e si ferm\u00f2 come impietrito. Allora Aleramo ne approfitto per puntare la sua grande e luminosa spada nello sguardo della bestia. Questa affond\u00f2 gli occhi nella specchiante arma e rimase pietrificato dalla sua stessa vista.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Colmo di spavento, Aleramo pot\u00e9 avventurarsi per lo stretto cunicolo che dava accesso al regno dei morti. \u201cCom\u2019\u00e8 terribile questo luogo!\u201d Si udivano lamenti tanti, come strida di uccelli rapaci, e latrati, come di cani e fiere infernali. Apr\u00ec la fiala che conteneva la pozione datagli da Oleastra, e cominci\u00f2 a farsi strada tra le prime anime che gli si facevano sonnolente incontro lungo il cammino. Inizi\u00f2 allora la sua preghiera, rivolgendosi cos\u00ec a Lamia Sabiana e alla corte degli spiriti: <i>\u201cO divinit\u00e0 di quel mondo sotterraneo in cui inesorabilmente finiamo tutti noi mortali, se mi consentite di dire la verit\u00e0, rinunciando a ogni menzogna, sappiate che non sono venuto qui vivo per folle curiosit\u00e0, sono venuto invece per la mia bella Adelasia, rapita, nel fiore dei suoi anni, da un turpe piano architettato dal suo perfido padre per sottrarla al nostro amore. Ho cercato con tutte le mie forze di adattarmi alla sua perdita, ma nulla potei contro il potere di Amore, che tutt\u2019ora mi anima e guida. Questo dio \u00e8 ben conosciuto nel mondo che vi sovrasta; non so se lo sia anche qui, ma lo spero! In nome di questi luoghi che incutono tanta paura, di questo immenso abisso, di questo regno del terribile silenzio, vi prego: ritessete le fila del destino di Adelasia spezzate anzitempo dalla malvagit\u00e0. Tutto \u00e8 vostro: noi rimaniamo poco in vita e prima o poi ci affrettiamo tutti verso quest\u2019unica sede. Questa \u00e8 la meta, questa l\u2019estrema dimora di tutti quelli che appartengono al genere umano, su cui voi esercitate il vostro dominio per un tempo infinito. Anche Adelasia, quando avr\u00e0 compiuto la sua vita, vivendo un numero equo di anni, sar\u00e0 in vostro potere. Non \u00e8 un dono quello che vi chiedo, ma un prestito. Se poi i fati non vorranno essere indulgenti, ho deciso di non ritornare in vita nemmeno io; due saranno i morti: godetene!\u201d<\/i><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-111014 aligncenter\" src=\"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/oleastravendemmiale-13x9-1-300x208.jpg\" alt=\"oleastra+vendemmiale \" width=\"300\" height=\"208\" srcset=\"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/oleastravendemmiale-13x9-1-300x208.jpg 300w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/oleastravendemmiale-13x9-1-1024x709.jpg 1024w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/oleastravendemmiale-13x9-1-768x532.jpg 768w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/oleastravendemmiale-13x9-1-380x263.jpg 380w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/oleastravendemmiale-13x9-1-800x554.jpg 800w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/oleastravendemmiale-13x9-1-1160x803.jpg 1160w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/oleastravendemmiale-13x9-1.jpg 1535w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>A queste parole piangevano le sonnolente anime rese innocue dalla pozione di Oleastra, che sempre Aleramo teneva stretta tra le mani spargendone i fumi per tutto il Buranco. Le tristi e pallide anime non ebbero il coraggio di opporre rifiuto alla sincera preghiera del cavaliere. Adelasia si fece lentamente avanti scostandosi da un gruppo di spettri. Aleramo le corse incontro la abbracci\u00f2, se la strinse al petto e prese e baciarla pieno di passione. Adelasia ricambiava i baci con altri baci e rideva e piangeva insieme. Ma un\u2019anima pia li sollecit\u00f2 a partirsene da quel luogo maledetto e fare presto ritorno al mondo dei vivi. Non si attardarono oltre. Veloci i due, in mezzo a un impressionante silenzio, per un sentiero erto, faticoso, coperto dalle tenebre opache di una fitta nebbia, erano quasi del tutto fuori del Buranco. Ormai vicini all\u2019uscita ripresero a baciarsi con baci di passione feconda. Ma Lamia Sabiana, riavutasi dalla torbida sonnolenza in cui era caduta per effetto della pozione, vol\u00f2 veloce e tent\u00f2 di risucchiare indietro Adelasia. Tendevano i due amanti le braccia l\u2019uno all\u2019altro nello sforzo di afferrare e farsi afferrare. Ce la fecero; e Aleramo, con l\u2019ultima forza che gli rimaneva nelle braccia riusc\u00ec a gettare fuori Adelasia e a seguirla. Fuggirono rapidi lontano da quel luogo di morte.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b><i>Ottava notte.<\/i> Il duello, dove Oleastra lotta e sconfigge Lamia Sabiana mentre i saraceni invadono il palazzo e uccidono Alfonso II.<\/b><\/p>\n<p>Lamia Sabiana usc\u00ec furiosa dal Buranco. Terremoti, fulmini e saette precedettero la sua comparsa. Fuori l\u2019attendeva Oleastra. Come la regina della notte apparve, questa grid\u00f2 alle sue fide Ondine e Coralline di andarsi a mettere al riparo dietro la rupe. Cominciava il duello tra le due grandi nemiche. \u201cVile! Non passerai mai oltre questo luogo. Hai finito di nuocere al genere umano, ti ricaccer\u00f2 nella tua orrida palude, ti avverto\u201d \u2013 grid\u00f2 Oleastra. Una risata echeggi\u00f2 nella valle: \u201cPovera illusa, cosa credi di poter fare? Pensi di spaventarmi con le tue sciocche minacce di fata? Sarai tu a soccombere questa volta. E per sempre! Sono stufa del tuo continuo intrometterti in questioni pi\u00f9 grandi di te. Avrei dovuto dare ascolto alla mia povera madre e ucciderti quando gi\u00e0 ne avevo avuto l\u2019occasione.\u201d E ci\u00f2 detto cominci\u00f2 a lampeggiare dagli occhi saette di fuoco che miravano dritte al corpo della regina delle fate. Oleastra volteggiava in aria evitando i dardi. Volando tra essi riusc\u00ec ad avvicinarsi a Sabiana e a colpirla a pi\u00f9 riprese. La malefica cadde a terra, ma subito pronta si rialz\u00f2 pi\u00f9 furiosa di prima. Scaten\u00f2 una tempesta, poi un tornado: e ghiaccio e fuoco si mischiavano sciogliendosi e ghiacciandosi l\u2019uno contro l\u2019altro nel tentativo di imprigionare e bloccare prima, e colpire poi, la coraggiosa Oleastra. Questa, a tratti rapita dentro il terribile gorgo di vento, colpita dalle saette e dai fulmini, riusciva comunque a scagliare contro la Lamia i suoi incanti: prima una turba di animali silvani la attacc\u00f2 e la distrasse tenendola impegnata; poi i folletti del bosco, unitisi come in un\u2019unica creatura, la presero al lazzo per le caviglie e la trascinarono dal cielo nel quale volava sul duro terreno.<\/p>\n<p>Intanto il palazzo veniva invaso dai Mori che, per la seconda volta, sbarcavano su quelle plaghe. Ma ora venivano con maggiori forze e armi. Capitanati dal principe Malco che, con il passare degli anni, fattosi uomo, era divenuto pi\u00f9 cauto e saggio, avevano intenzione di conquistare l\u2019intero regno, installandosi a palazzo e sostituendosi ad Alfonso II e alla sua corte. Anche sulle loro terre si favoleggiava delle terribili angherie del crudele re, che tanto faceva soffrire sua figlia e il suo popolo. I saraceni furono per questo accolti come liberatori. Cosa poteva ormai sperare quella povera gente dopo tanti e lunghi giorni di interminabili brutalit\u00e0 e dispotismi, patiti per mano di un dissennato signore. Fu facile per Malco e Merudina \u2013 la coraggiosa guerriera dalle pelle morbida come le foglie d\u2019ulivo e i capelli neri come una notte senza luna \u2013 penetrare nel palazzo. Erano aiutati dai fidi generali Sibillo e Salop, che tenevano impegnati i cavalieri e i soldati del reame. Quando furono nella sala del trono, Alfonso II tent\u00f2 un\u2019improbabile difesa brandendo una sciabola contro lo stupore del principe saraceno. Per Malco fu facile disarmarlo. Senza dignit\u00e0 e onore il re supplicava il perdono e la grazia, ma Malco \u2013 che non si fece intenerire \u2013 gli sferr\u00f2 un fendente, trafiggendolo dritto al cuore. Alfonso II pag\u00f2 cos\u00ec gli infiniti dolori che inflisse e di cui fu causa.<\/p>\n<p>Giungevano Adelasia e Aleramo al palazzo proprio nel bel mezzo degli scontri; i duelli si susseguivano per le stanze e i corridoi, nel giardino e sulle mura. Tutto il palazzo era preso nella convulsa battaglia. Non fecero in tempo ad accorgersi che il luogo era troppo insicuro per rimanere che, una freccia scoccata da Sibillo in direzione di un cavaliere che sopraggiungeva, and\u00f2 a conficcarsi tra le ossute scapole della bella Adelasia, che cadde come morta tra le braccia di Aleramo. Dopo il primo attonito stupore, il giovane si mise a correre come un matto sempre tenendo stretta in braccio a s\u00e9 l\u2019inerte principessa. Tanto aveva combattuto per riaverla che non poteva perderla un\u2019altra volta! Entrato nel bosco, gridando, chiamava in suo soccorso i folletti e il loro re Vendemmiale. Ecco che dai cespugli e dalle fronde apparve una foltissima schiera di piccoli esseri che si fecero visibili ad Aleramo. Il piccolo popolo, dispostosi come un esercito di migliaia di formiche, caric\u00f2 su di s\u00e9 la sfortunata Adelasia e la condusse a grande velocit\u00e0 da Vendemmiale. Solamente <i>l\u2019acqua di lunga vita<\/i> avrebbe potuto salvarla, ma solo Vendemmiale conosceva il luogo segreto della magica fonte, e solo lui avrebbe potuto condurvi Adelasia e bagnarle le labbra alla benefica acqua. Grazie ai folletti e alla magnanima bont\u00e0 di Vendemmiale, che era ancora legato da paterno affetto nel ricordo degli insegnamenti impartiti ad Aleramo durante la sua fanciullezza, Adelasia bevve alla fonte e fu salva. Riprendendo i sensi, chiese al suo bel principe che cosa fosse accaduto: \u201cChe \u00e8 stato amore mio? Dove ci troviamo? Perch\u00e9 siamo cos\u00ec, presso questa cascata?\u201d Aleramo rise di gusto e le raccont\u00f2 tutto quanto era successo: l\u2019uccisione di suo padre prima, la freccia che l\u2019aveva colpita, l\u2019aiuto miracoloso dei folletti e di Vendemmiale poi. Non senza aver ringraziato con grandi e ossequiosi inchini il loro silvano salvatore, i due innamorati si incamminarono nuovamente verso il palazzo. Restava da scoprire che cosa ne fosse stato e che fine avesse fatto Regina Luna pi\u00e8 d\u2019Oca.<\/p>\n<p>Non appena atterrata dai folletti, Lamia Sabiana fu da questi legata a stretto nodo sia nella mani sia nei piedi, e messa nelle condizioni di non nuocere pi\u00f9. Oleastra decise che sarebbe stata rinchiusa nella grotta che da quel giorno porta il nome di \u201cgrotta della strega\u201d. Fu immersa fino al collo nei chicchi di riso, e le fate fecero un incanto per cui la strega non sarebbe potuta fuggire se non dopo aver contato il numero esatto di tutti i chicchi di riso dentro i quali era immersa. Le fate stanno da quel giorno a guardia della grotta, su di un ponte posizionato proprio davanti al suo ingresso, che prese cos\u00ec a essere chiamato \u201cil ponte delle fate\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b><i>Nona notte.<\/i> Ancora un duello, dove Aleramo d\u00e0 guerra a Merudina e l\u2019uccide.<\/b><\/p>\n<p>Adelasia e Aleramo, sperando di non essere veduti da alcuno, tentarono di penetrare da una porta secondaria del palazzo, ma furono scoperti da Merudina che si trovava quella notte di guardia sulle alte mura. Scese rapida la bella saracena coperta della brillante armatura e del pesante elmo \u2013 che, luccicando come avorio levigato ai bagliori della risplendente luna, la rendevano completamente irriconoscibile. Pareva un cavaliere di piombo fuso. \u201cChi sei e che vuoi? Perch\u00e9 tenti di varcare questa soglia che ti \u00e8 interdetta? Qui ora regna Malco, signore dei Saraceni! Vattene, lascia per sempre questi luoghi se vuoi aver salva la vita tua e quella della tua amata\u201d \u2013 grid\u00f2 solenne Merudina sfoderando la spada. Aleramo, che aveva messo a riparo Adelasia, sguain\u00f2 anch\u2019egli la spada: \u201cVenivo in pace, ma non rifiuto battaglia se la cerchi; misterioso guerriero.\u201d Uno innanzi all\u2019altro con le spade strette tra ambedue le mani iniziarono a duellare, rischiarati solo dalla luce plumbea della luna. Lo scontro fu memorabile. Le spade si urtavano scheggiandosi per la forza dei colpi. I piedi piantati a terra scavavano solchi profondi per non indietreggiare nemmeno di un passo. Pi\u00f9 i colpi si facevano fitti pi\u00f9 chiamavano altri colpi ancora, e il furore si sostituiva all\u2019iniziale rabbia dei due. Pareva che alle sole spade i due volessero contrapporre l\u2019intero loro corpo: cozzavano cos\u00ec con gli scudi, con l\u2019armatura e anche con l\u2019elmo. Tre volte Aleramo riusc\u00ec a cingere Merudina con le sue robuste braccia, e tre volte, la saracena, si liberava dalla presa. Si staccarono un poco per riprendere fiato, appoggiandosi al pomo delle spade. Ma poi, riavutisi in parte, come le misere ultime forze li assistettero, si rigettavano l\u2019uno sull\u2019altro correndosi incontro e sferrando un nuovo assalto che tingeva le spade di vermiglio sangue. Aleramo si avvide che Merudina era in difficolt\u00e0 e se ne compiacque. \u201cMisero! Di che ridi? Pagherai con il pianto tanta superbia\u201d \u2013 gli url\u00f2 la saracena. \u201cChi sei? Valorosissimo cavaliere misterioso? Fai che possa sapere il tuo nome, poich\u00e9 \u2013 o vinto o vincitore \u2013 ti possa onorare\u201d \u2013 fu la risposta di Aleramo. Ma ecco che l\u2019ora fatale giunta, ch\u00e9 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 posto per Merudina tra i vivi. Aleramo le affond\u00f2 il ferro nel petto e il caldo sangue inizi\u00f2 a sgorgare, portandosi con s\u00e9 anche la forza vitale della guerriera, che si accasci\u00f2 lentamente al suolo proferendo con voce ormai flebile e soave queste ultime parole: \u201cAmico hai vinto: io ti perdon\u2026Perdona tu ancora, al corpo no, ma all\u2019anima s\u00ec.\u201d Aleramo si commosse davanti a tanto nobile valore. Immaginate allora quando \u2013 sfilando l\u2019elmo alla morente per aiutarla negli ultimi respiri \u2013 si avvide con grandissimo stupore che si trattava di una donna. Si guardarono negli occhi, poi Merudina, alzando la mano bianca e pallida verso Aleramo gli porse un segno di pace. Mor\u00ec: e pareva dormire.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-111012 aligncenter\" src=\"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Merudina-9x6-1-300x200.jpg\" alt=\"Merudina \" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Merudina-9x6-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Merudina-9x6-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Merudina-9x6-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Merudina-9x6-1-380x253.jpg 380w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Merudina-9x6-1-800x534.jpg 800w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Merudina-9x6-1.jpg 1063w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><b><i>Decima notte.<\/i> L\u2019amore, dove il principe Malco si innamora di Regina Luna pi\u00e8 d\u2019Oca e le chiede di sposarlo.<\/b><\/p>\n<p>Nel pieno dell\u2019invasione saracena, mentre infuriava la battaglia tra i difensori del palazzo e i temibili mori, Regina Luna pi\u00e8 d\u2019Oca si era asserragliata nel pi\u00f9 alto torrione insieme a un fedele suo cavaliere. Si temette vinta quanto seppe dell\u2019uccisione di Alfonso II e vide i mori che giungevano in forze a circondare il torrione. Senza perdersi d\u2019animo, dato l\u2019allarme, apprest\u00f2 con il cavaliere una strenua difesa, armando guardie, famigli e contadini; decisa anch\u2019essa a morire, piuttosto che cadere nelle mani dei pirati, indoss\u00f2 una maglia di ferro e col capo protetto dall\u2019elmo, sal\u00ec sulle mura, impugnando la spada. Lo sparuto gruppo dei difensori non resse per\u00f2 all\u2019impeto degli aggressori, che, lanciando entro la torre fiaccole ardenti, spinsero i superstiti, incalzati dalle fiamme, a ritirarsi di piano in piano, fino alla sommit\u00e0. Colpito al petto da una freccia scoccata da Salop, il cavaliere cadde ai piedi di Regina Luna, che impulsivamente si volse verso i nemici, per fargli scudo con il proprio corpo. Alla mossa repentina, la gorgiera dell\u2019elmo si slacci\u00f2, e la chioma si sparse come un manto sulle spalle dell\u2019ancor giovane e intrepida regina. Gli assalitori si arrestarono, sorpresi ed esitanti, e il loro capo, Malco, abbassata la scimitarra, dopo aver intimato ai suoi di retrocedere, fece a Regina Luna solenne promessa di usarle rispetto. La fermezza del comportamento e la nobilt\u00e0 delle parole la indussero a fidarsi dello sconosciuto vincitore, rinunciando al proposito di porre fine alla vita, precipitando sulle rocce sottostanti. All\u2019iniziale istintiva simpatia e alla reciproca stima subentrarono tra i due legami pi\u00f9 profondi. Malco preveniva ogni desiderio della regina e, con il linguaggio dei fiori che le faceva avere, cercava di esprimere l\u2019amore che nutriva per lei. E fu cos\u00ec, senza bisogno di parole, che i due si rivelarono reciprocamente i sentimenti che racchiudevano nel segreto del cuore. Prendendo tra le sue la mano di Regina Luna, Malco le pose al dito un<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>anello e le dichiar\u00f2 il suo amore. La dama era finalmente felice. Dopo una vita fatta di angherie subite dal perfido re Alfonso II, era libera di amare con cuore vero e sincero chi dello stesso sentimento la ricambiava con maggior forza.<\/p>\n<p>Quando Adelasia e Aleramo riuscirono a rientrare a palazzo, trovarono Regina Luna pi\u00e8 d\u2019Oca e il principe Malco gi\u00e0 in cos\u00ec grande e familiare intimit\u00e0 che pareva essere da sempre stato cos\u00ec. Regina Luna non fece che esaltare le virt\u00f9 di Malco, che con ogni riguardo la teneva per sua. E Adelasia e Aleramo, sollevati, non appena il saraceno entr\u00f2 nella stanza, gli si fecero incontro per esprimergli la loro gratitudine.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-111013 aligncenter\" src=\"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/regina-luna-pie-doca-13x9-1-300x208.jpg\" alt=\"regina luna pi\u00e8 d'oca \" width=\"300\" height=\"208\" srcset=\"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/regina-luna-pie-doca-13x9-1-300x208.jpg 300w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/regina-luna-pie-doca-13x9-1-1024x709.jpg 1024w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/regina-luna-pie-doca-13x9-1-768x532.jpg 768w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/regina-luna-pie-doca-13x9-1-380x263.jpg 380w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/regina-luna-pie-doca-13x9-1-800x554.jpg 800w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/regina-luna-pie-doca-13x9-1-1160x803.jpg 1160w, https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/regina-luna-pie-doca-13x9-1.jpg 1535w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><b><i>Undicesima notte.<\/i> I preparativi per i matrimoni, dove si preparano le nozze di Malco con Regina Luna Pi\u00e8 d\u2019oca e \u2013 finalmente &#8211; di Aleramo con la bella Adelasia. Sibillo e Salop entrano nel regno dei folletti.<\/b><\/p>\n<p>Con Alfonso II ucciso e Lamia Sabiana imprigionata per sempre, pi\u00f9 nulla poneva freno all\u2019amore dei due giovani Adelasia e Aleramo, che finalmente poterono convolare a giuste nozze. Ma i matrimoni da celebrare saranno due perch\u00e9 nello stesso giorno si sposeranno anche Malco e Regina Luna pi\u00e8 d\u2019Oca. Cos\u00ec venne deciso a palazzo dalle due coppie, che parevano gareggiare vicendevolmente nell\u2019amore che si portavano l\u2019una con l\u2019altro. Cominciarono subito i preparativi. Furono annunciate le nozze alla nobilt\u00e0 e ai maggiori del regno presenti nella sala del trono che, ora, liberata della crudele figura di Alfonso II, era occupata dal pi\u00f9 magnanimo Malco. Un brusio di rumorosa allegria si diffuse per la sala, e venne portato del vino nuovo per poter degnamente brindare e augurare ogni bene ai novelli fidanzati. Vennero avvisati i folletti e le fate con il loro re Vendemmiale e la loro regina Oleastra. Grande gioia anim\u00f2 la magica coppia quando lo venne a sapere. Erano stati loro a crescere Aleramo nella virt\u00f9 e nel coraggio, e un velo di commozione bagnava anche i loro occhi di spiriti all\u2019apprendere la lieta notizia. Risonarono gli squilli delle trombe e l\u2019annuncio venne portato a tutti gli angoli del regno, fino nei villaggi pi\u00f9 remoti lontano dalle citt\u00e0 e dai centri maggiori. Il popolo festeggiava la novella con canti e giochi. I pescatori recavano in dono il pesce migliore per allietare il banchetto nuziale; i contadini tenevano da parte i frutti migliori per preparare dolci squisiti da donare alla principessa Adelasia e alla Regina Luna; i pastori intrecciavano i rami degli alberi per farne ghirlande da donare alle loro innamorate: tutti erano felici e il tempo trascorreva lieto nei preparativi. Alcune volte Malco e Aleramo \u2013 che si erano legati in sincera amicizia &#8211; andavano insieme a caccia e tornavano a palazzo con lauti bottini. Le due dame, finalmente liberate dall\u2019oppressione del despota, erano libere di scambiarsi i loro pi\u00f9 intimi segreti e le loro pi\u00f9 riservate confidenze durante lunghe passeggiate nei giardini. Adelasia, alcune volte, si fermava a mirare qualche angolo del giardino, e raccontava a Regina Luna come in questo o quel luogo appartato, si fossero tenuti i primi convegni amorosi con il bell\u2019Aleramo. Il piccolo popolo era in fibrillazione: i folletti apparivano e scomparivano veloci nel giardino e ai margini della citt\u00e0, facendo simpatici scherzetti agli uomini e spiandoli durante il loro lavoro. Vendemmiale si dava da fare con le sue vigne per portare in dono il miglior vino mai prodotto, e Oleastra istruiva le sue fate per confezionare i vestiti che sarebbero serviti alle regali coppie durante le nozze. Tutto il regno viveva libero in una piacevole operosit\u00e0. Fu cos\u00ec che Sibillo e Salop, che erano entrati in particolare confidenza con il piccolo popolo, e passavano tutto il loro tempo in compagnia di questi esseri dei boschi, chiesero al loro signore Malco di poter entrare definitivamente e per sempre nella schiera degli immortali. Malco accord\u00f2 la sua benedizione, ma disse che era necessario un incanto di Vendemmiale; non era sicuro che il saggio re accondiscendesse alla loro strana richiesta. Invece Vendemmiale era gi\u00e0 stato informato: era felice di accogliere due nuovi buffi amici tra le sue schiere; aspettava unicamente il benestare di Malco. Quando seppe che questi non aveva manifestato nulla in contrario, con un magnifico artificio trasform\u00f2 i due mori in piccoli folletti dal cappello rosso. Sibillo e Salop si misero a correre per il bosco insieme agli altri. Divennero i pi\u00f9 dispettosi del gruppo e sempre, quando incontravano gli uomini per la campagna, facevano piccoli e grandi scherzi che tenevano tutti in apprensione per un po\u2019. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b><i>Dodicesima notte.<\/i> La festa, dove si celebrano i matrimoni e si balla la Rionda.<\/b><\/p>\n<p>Il lieto momento era finalmente arrivato. Le due coppie di sposi erano bellissime. Oleastra accompagnava Aleramo e Malco, mentre Vendemmiale condusse Adelasia e Regina Luna. Vennero prese a testimone quattro dame e quattro cavalieri fedeli agli innamorati. Una folla immensa si accalcava nel palazzo solo per vedere i loro buoni signori e festeggiarli degnamente. La festa fu grandissima. Le campane suonavano a stormo, i musici cantavano poesie scritte appositamente per l\u2019occasione. Ad ogni angolo, teatranti improvvisati e burattinai mettevano gi\u00e0 in scena e narravano le peripezie d\u2019amore che il bell\u2019Aleramo aveva corso per amare la principessa Adelasia. I due erano gi\u00e0 divenuti leggenda. Dopo la cerimonia, uscirono per primi dal balcone centrale del palazzo Malco e Regina Luna: salutarono e sorrisero alla folla sottostante, che li ricambio con un\u2019ovazione. Ma il tripudio si scaten\u00f2 quando li raggiunsero anche Aleramo e Adelasia. Il popolo li salutava e li baciava lanciando fiori e gridando e cantando canzoni di buon augurio. Le fate volavano per l\u2019aria spargendo riso, petali di rosa e coriandoli che cadevano leggeri sulla folla e sulle coppie ormai unite nel sacro vincolo del matrimonio. I folletti, con Sibillo e Salop sempre in testa al gruppo, facevano una banda che con ogni sorta dei pi\u00f9 strani strumenti musicali girava in tondo per la citt\u00e0 suonando e cantando a squarciagola. Fu servito il grande banchetto. I cuochi, pi\u00f9 che cucinare, pareva si fossero dedicati a produrre vere e proprie opere d\u2019arte. Un trionfo di colori, profumi e sapori dilettava la vista, l\u2019olfatto e il gusto dei convitati. Solenne era l\u2019arrivo delle portate su grandi vassoi trasportati da un massiccio stuolo di servitori ai lati. Prima gli antipasti, poi i primi, le carni, i sorbetti, i pesci, i formaggi e le verdure. Alla fine i frutti pi\u00f9 squisiti di ogni stagione e latitudine e la grande, immensa torta, che entr\u00f2 nel generale stupore della sala. Al termine del pranzo, gli orchestrali intonarono <i>La Rionda<\/i>. Regina Luna e Malco aprirono le danze e, al cenno della mano del novello sposo e novello re, furono subito seguiti da Adelasia e Aleramo. Tutte le dame si misero a volteggiare davanti ai cavalieri in uno stuzzicante girotondo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Quando Pap\u00e0 Lucerna ebbe terminato la sua storia, nella stanza grandi e piccini serravano gli occhi appesantiti da un piacevole sonno. Rimbocc\u00f2 a tutti le coperte, accarezz\u00f2 teneramente i fanciulli, spense il camino e accese alcuni piccoli lumini per aiutare l\u2019arrivo di Babbo Natale seguito dal fido consigliere Rupel. Gi\u00e0 i due si stavano calando per il camino, la slitta con le renne li attendeva dolcemente posata sul tetto della casa ricoperto di tenera neve appena caduta. Quando Babbo Natale fu nella stanza lasci\u00f2 a tutti il regalo che avevano domandato. Controll\u00f2 sulla lista se vi fossero bambini cattivi a cui avrebbe donato, come monito, un nero pezzo di carbone; ma fortunatamente, in quella dolce pace familiare, non dormivano bambini cattivi. Pap\u00e0 Lucerna gli strinse l\u2019occhio, gli offr\u00ec un poco di latte caldo con i dolci biscotti che tanto gli piacevano. Poi, accarezzato Rupel, si accese la pipa e, uscendo nel buio della notte, augur\u00f2 a tutti <i>Buon Natale!<\/i><\/p>\n<p><b>Fine<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Le dodici notti \u00e8 una fiaba di Natale nata dalla libera rielaborazione narrativa del patrimonio folklorico ligure.\u00a0Ecco la&hellip;\n","protected":false},"author":4,"featured_media":111015,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"0","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"Le dodici notti \u00e8 una fiaba di Natale nata dalla libera rielaborazione narrativa del patrimonio folklorico ligure.","_seopress_robots_index":"","csco_singular_sidebar":"","csco_page_header_type":"","csco_page_load_nextpost":"","csco_post_video_location":[],"csco_post_video_url":"","csco_post_video_bg_start_time":0,"csco_post_video_bg_end_time":0,"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[227],"tags":[198],"class_list":["post-111008","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-inova","tag-inova-29","cs-entry","cs-video-wrap"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/111008","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=111008"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/111008\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":116269,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/111008\/revisions\/116269"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/media\/111015"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=111008"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=111008"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=111008"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}