{"id":110549,"date":"2020-10-29T17:52:06","date_gmt":"2020-10-29T17:52:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiowiki.it\/?p=110549"},"modified":"2022-11-24T16:05:15","modified_gmt":"2022-11-24T16:05:15","slug":"inova-n-21-tra-reale-e-digitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/inova-n-21-tra-reale-e-digitale\/","title":{"rendered":"Tra reale e digitale"},"content":{"rendered":"<h2><b>Da Maria Montessori alla DAD, tra reale e digitale<\/b><\/h2>\n<p>In questo clima inconsueto di incertezza e frammentazione tra incognite &#8211; anche familiari &#8211; legate allo smartworking e alla didattica a distanza Giovanna Ricca, la nostra graphic designer, ha condiviso con noi una sua lettura da cui \u00e8 nato un dibattito e alcune riflessioni.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>La lettura \u00e8 la biografia di Maria Montessori, icona di un metodo pedagogico rivoluzionario.<\/p>\n<p>Maria Montessori lavor\u00f2 per una societ\u00e0 basata sulla conoscenza \u2013 intesa come la migliore delle armi-, secondo i principi dell\u2019uguaglianza, sostenendo l&#8217;assoluta importanza di far fronte al fenomeno dell&#8217;analfabetismo. Il metodo montessoriano parte dallo studio dei bambini e delle bambine con problemi psichici, espandendosi per\u00f2 allo studio <b>dell&#8217;educazione per tutti i bambini<\/b>. Secondo Montessori, dalla creativit\u00e0 e dal lavoro libero emerge l&#8217;interesse autentico che permette l\u2019apprendimento: il materiale, che oggi si chiama proprio come lei &#8211; Montessori &#8211; stimola i sensi, educa il bambino all&#8217;autocorrezione dell&#8217;errore e l\u2019educazione diventa cos\u00ec un processo di auto-educazione e auto-controllo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Veniamo al dunque e alle domande che con INova lasciamo aperte alla discussione. Nel 1947 Maria Montessori scrive in <i>Introduction on the Use of Mechanical Aids: \u201cCredo che l\u2019introduzione di ausili meccanici diventer\u00e0 una necessit\u00e0 generale nelle scuole del futuro. Vorrei, per\u00f2, sottolineare che questi ausili meccanici non sono sufficienti per realizzare la totalit\u00e0 dell\u2019educazione\u201d.<\/i><\/p>\n<p>Come si colloca questo pensiero oggi in un mondo dove la formazione \u00e8 anche digitale e ancor pi\u00f9, nel cuore della crisi sanitaria, obbliga bambini e ragazze a rapportarsi con la didattica a distanza? La tecnologia \u00e8 in effetti straordinaria per la sua capacit\u00e0 di attrarre l\u2019attenzione dei bambini. Ma poi?<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Franco Lorenzoni, maestro elementare e scrittore, fondatore di un centro di sperimentazione educativa, cos\u00ec scriveva alcuni anni fa, ben prima che il mondo conoscesse Covid:<\/p>\n<p>\u201cL&#8217;ingresso nel mondo e il primo incontro con le conoscenze \u00e8 cosa cos\u00ec delicata da meritare la massima cura, e un&#8217;aula dotata di un grande schermo cambia la disposizione dello spazio e della mente. Bambine e bambini hanno bisogno del mondo vero per nutrire i loro pensieri e la loro immaginazione. Hanno bisogno dei loro corpi tutti interi, capaci di toccare con mano le cose e non essere ridotti solo a veloci polpastrelli. Hanno bisogno di sporcarsi con la terra piantando, anche in un piccolo giardino, qualche seme che non sappiamo se nascer\u00e0. Hanno bisogno di essere attesi e di conoscere l&#8217;attesa, di sviluppare il senso del tatto e gli altri sensi e non limitarsi al touch screen. Se lasciamo che pensino che il mondo pu\u00f2 essere contenuto in uno schermo, li priviamo del <i>senso della vastit\u00e0<\/i>, che non \u00e8 riproducibile in 3D. Gli altri e la realt\u00e0 non si accendono e spengono a nostro piacimento. I primi anni di scuola rischiano di trasformarsi in un tempo dove regna l&#8217;irrealt\u00e0. (\u2026) Hanno bisogno di tempi lunghi, di muovere il corpo e muovere la testa, di dipingere e usare la creta; devono poter essere condotti ad entrare lentamente in un libro sfogliandolo, guardando le figure e ascoltando la voce viva di qualcuno che lo legga. E cominciare a scrivere e a contare usando matite e pennelli, manipolando e costruendo oggetti per contare, costruire figure ed indagare il mondo. Hanno bisogno di guardare fuori dalla finestra il sole che indica il tempo e i colori della luce che cambiano col passare delle nuvole. Hanno bisogno di scontrarsi e incontrarsi tra loro in quel corpo a corpo con le cose e con gli altri, cos\u00ec necessario per capire se stessi (\u2026)\u201d<\/p>\n<p>Maria Montessori ci ha insegnato a mettere al centro il bambino, il modo in cui si esprime per scoprire s\u00e8 stesso e ci ha insegnato quanto tutto questo sia fondamentale per imparare ad utilizzare le esperienze con la giusta consapevolezza.<\/p>\n<p>La tecnologia apparentemente sembrerebbe cancellare tutto questo, ma siamo proprio sicuri sia cos\u00ec? L\u2019uno non deve affatto escludere l\u2019altro. Oggi siamo in un momento eccezionale.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>La sfida pi\u00f9 interessante del mezzo digitale applicato alla scuola, non appena l\u2019utilizzo della tecnologia sar\u00e0 tornato ad essere <b>una scelta, un\u2019opportunit\u00e0 e non una necessit\u00e0<\/b>, sar\u00e0 quella di farla apprendere ai nostri bambini e farla apprezzare appieno per quello che \u00e8: non una disciplina autonoma, ma uno <i>strumento<\/i> da imparare a padroneggiare per continuare ad avere sete di conoscenza, scoprire il mondo e le sue infinite connessioni e opportunit\u00e0.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>La tecnologia \u00e8 materia e allora la proposta: perch\u00e9 non prevedere nei programmi scolastici lo smontaggio di un computer e provare a ricomporlo per verificare la meccanica ed il funzionamento della \u201cmacchina\u201d?<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Lungi dall\u2019addestrare \u201c<i>nerd in erba<\/i>\u201d, si tratta di sfondare la cupola dal sapore medievale, superare \u2013 come scrive Mafe De Baggis in #Luminol \u2013 \u201cil cosiddetto dualismo reale\/digitale, cio\u00e8 l\u2019idea che online e offline (e per estensione bit e atomi) siano mondi seperati, uno \u201cvirtuale\u201d, l\u2019altro \u201creale\u201d; un errore logico che ci porta a considerare in modo diverso lo stesso comportamento in base allo strumento usato\u201d. Perch\u00e9 in fondo l\u2019alternativa \u201cnon \u00e8 l\u2019accettazione acritica di qualunque forma di comportamento visibile sui media digitali, al contrario: prendere atto del fatto che esiste un\u2019unica realt\u00e0 da osservare permette di farlo con maggiore lucidit\u00e0 e soprattutto basandosi su fatti, dati, numeri, non su impressioni, aneddoti, osservazioni casuali\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Come spesso accade scavando dentro le parole si trovano connessioni interessanti: l\u2019etimologia di <b>digitale,<\/b> per esempio. Il termine deriva da <i>digit<\/i>, che in inglese significa cifra \u2013 il riferimento \u00e8 al codice binario 0-1 alla base del sistema informatico. Ma questo a sua volta deriva dal latino <i>digitus<\/i>, che significa &#8220;dito&#8221;: con le dita infatti si contano i numeri. Il digitale non \u00e8 cos\u00ec distante dalla nostra pelle. Bambine e bambini, fatti di carne e di ossa, di pensieri, sogni e desideri, molto bravi ad utilizzare uno strumento potente che li lascer\u00e0 pur sempre\u2026bambine e bambini, di carne e di ossa, di pensieri, sogni e desideri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Da Maria Montessori alla DAD, tra reale e digitale In questo clima inconsueto di incertezza e frammentazione tra&hellip;\n","protected":false},"author":1,"featured_media":110550,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"0","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"Come si colloca questo pensiero oggi in un mondo dove la formazione \u00e8 anche digitale e ancor pi\u00f9, nel cuore della crisi sanitaria, obbliga...","_seopress_robots_index":"","csco_singular_sidebar":"","csco_page_header_type":"","csco_page_load_nextpost":"","csco_post_video_location":[],"csco_post_video_url":"","csco_post_video_bg_start_time":0,"csco_post_video_bg_end_time":0,"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[227],"tags":[215],"class_list":{"0":"post-110549","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-inova","8":"tag-inova-21","9":"cs-entry","10":"cs-video-wrap"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/110549","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=110549"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/110549\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":116281,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/110549\/revisions\/116281"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/media\/110550"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=110549"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=110549"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=110549"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}