{"id":110542,"date":"2020-10-29T17:40:02","date_gmt":"2020-10-29T17:40:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiowiki.it\/?p=110542"},"modified":"2022-11-24T16:05:47","modified_gmt":"2022-11-24T16:05:47","slug":"inova-n-21-il-diritto-alla-comunicazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/inova-n-21-il-diritto-alla-comunicazione\/","title":{"rendered":"Il Diritto alla comunicazione"},"content":{"rendered":"<h2><b>Pilastro di inclusione sociale<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/b><\/h2>\n<p><b>Comunicazione<\/b> dal\u00a0latino\u00a0<i>cum<\/i>\u00a0=\u00a0<i>con<\/i>, e\u00a0<i>munire<\/i>\u00a0=\u00a0<i>legare, costruire;<\/i>\u00a0e dal latino\u00a0<i>communico<\/i>\u00a0=\u00a0<i>mettere in comune, far partecipe.<\/i><\/p>\n<p>Il processo e le modalit\u00e0 di trasmissione di un&#8217;informazione\u00a0da un individuo a un altro (o da un luogo a un altro), attraverso lo scambio di un\u00a0messaggio\u00a0elaborato secondo le regole di un determinato\u00a0codice.<sup> \u00a0<\/sup>(Giuliano Vigini,\u00a0<i>Glossario di biblioteconomia e scienza dell&#8217;informazione<\/i>, Editrice Bibliografica, Milano 1985, p. 38).<\/p>\n<p><b>Comunicare<\/b>, originariamente, valeva anche per amministrare il sacramento dell\u2019Eucarestia, facendo cos\u00ec <b>partecipare<\/b> il cristiano alla mensa celeste.<\/p>\n<p>La <b>comunicazione<\/b> \u00e8 <b>informazione<\/b>; la <b>pubblicit\u00e0<\/b> \u00e8 creativit\u00e0; la <b>promozione<\/b> \u00e8 commercio.<\/p>\n<p>Tutte e quattro possono essere ricerca. Sono una unit\u00e0 nella molteplicit\u00e0. Sono motori che compartecipano allo sviluppo strategico dei processi di innovazione digitale nella funzione pubblica e privata dei sistemi complessi quali le societ\u00e0 contemporanee. La necessit\u00e0 appare oggi quella di <b>togliere<\/b>, ovvero governare in una riduzione controllata, l\u2019attuale per produzione di messaggi. \u00c8 necessaria una <b>nuova e pi\u00f9 consapevole educazione delle audience<\/b>, delle collettivit\u00e0 e degli individui, all\u2019utilizzo degli strumenti e a una loro conoscenza pi\u00f9 profonda.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Al medesimo tempo, di fianco a un miglior utilizzo \u2013 anche pi\u00f9 parsimonioso \u2013 della miriade di strumenti e azioni a nostra disposizione per comunicare, appare necessario <b>formare uno spirito critico pi\u00f9 forte<\/b> per maneggiare in maniera non totalmente passiva le retoriche pubblicitarie, sia della comunicazione di marca, sia della comunicazione politica che oggi costruisce consenso con le stesse logiche e con le stesse strategie della prima. Si tratta di dispiegare il <b>valore etico della comunicazione <\/b>attraverso la sua conoscenza in strati sempre pi\u00f9 ampi della popolazione e della societ\u00e0 civile.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Si tratta di rendere la scienza della comunicazione, in un mondo che ha fatto delle ICT uno dei perni della sua civilt\u00e0, una materia di insegnamento fin dalla scuola primaria.<\/p>\n<p>Si auspica una <b>nuova ecologia comunicativa<\/b>, nella quantit\u00e0 e nella qualit\u00e0: una comunicazione <b>sostenibile<\/b>, che non sia invasiva e ipertrofica; una comunicazione <b>inclusiva<\/b>, che non reiteri gli stereotipi (anche soprattutto di genere); una comunicazione <b>aperta e accessibile<\/b>, che faccia spazio alla differenza e alla pluralit\u00e0 e che dia spazio al pensiero critico e all\u2019interpretazione; una comunicazione <b>sicura<\/b>, che tuteli per davvero la privacy.<\/p>\n<p>Si tratta di rendere la comunicazione una materia di studio, si tratta di stimolare e costruire dibattito a proposito della comunicazione. Auspicabili i format, soprattutto se ospitati sui media tradizionali e sulle reti generaliste, che si occupano di comunicazione trattandola nel suo statuto di disciplina e rendendola pi\u00f9 intellegibile. Un esempio \u00e8 TV Talk su Rai 3.<\/p>\n<p>Affianco alla sfida di allargare al grande pubblico la cultura della comunicazione (e di conseguenza la comunicazione anche come cultura) ve ne \u00e8 una ancora pi\u00f9 grande: il <b>digital divide<\/b>. Su questo piano si gioca una porzione consistente del vero progresso delle societ\u00e0 contemporanee. Con la massiccia penetrazione delle tecnologie digitali il rischio di <b>acuire le disuguaglianze sociali<\/b> \u00e8 concreto creando una polarizzazione fra \u201cIN e OUT\u201d, fra chi \u00e8 dentro e inserito (pi\u00f9 o meno a proprio agio) nella semiosfera digitale e chi rimane fuori e marginalizzato.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Si rischia la <b>polarizzazione<\/b> a cui abbiamo assistito nel Medioevo: dentro il monastero, nel mondo della cultura del libro, i libri e, appunto, il potere; fuori dal monastero tutto il resto, gli esclusi nell\u2019indistinto. Cos\u00ec oggi, nel mondo della cultura digitale, il <b>rischio<\/b> \u00e8 <b>di condannare<\/b>, in assenza di formazione e facilitazioni \u2013 <b>molti cittadini fuori dalla Storia<\/b>. Si tratta quindi di sancire giuridicamente un nuovo diritto: <b>il diritto alla comunicazione<\/b>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Pilastro di inclusione sociale\u00a0 Comunicazione dal\u00a0latino\u00a0cum\u00a0=\u00a0con, e\u00a0munire\u00a0=\u00a0legare, costruire;\u00a0e dal latino\u00a0communico\u00a0=\u00a0mettere in comune, far partecipe. 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