{"id":110403,"date":"2020-10-23T17:33:35","date_gmt":"2020-10-23T17:33:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiowiki.it\/?p=110403"},"modified":"2022-11-24T16:06:44","modified_gmt":"2022-11-24T16:06:44","slug":"inova-n-20-marco-pallavicini-presidente-del-festival-della-scienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/inova-n-20-marco-pallavicini-presidente-del-festival-della-scienza\/","title":{"rendered":"Marco Pallavicini, presidente del Festival della Scienza"},"content":{"rendered":"<h2><b>Intervista<\/b><\/h2>\n<p>Oggi parte la 18\u00b0 edizione del Festival della Scienza di Genova. Rappresenta uno dei pi\u00f9 grandi eventi di diffusione della cultura scientifica a livello internazionale. \u201c11 giorni in cui le barriere fra scienze matematiche, naturali e umane, verranno abbattute e la ricerca si potr\u00e0 toccare, vedere, capire senza confini\u201d come si legge sul sito ufficiale <em><strong><a href=\"http:\/\/www.festivalscienza.it\/site\/home.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.festivalscienza.it<\/a><\/strong><\/em><\/p>\n<p>Una (bella) storia iniziata nel 2003 e da allora proseguita \u2013 sempre con un tema diverso &#8211; con numeri in crescita soprattutto negli ultimi anni. \u201cFino a quest\u2019anno il Festival \u00e8 cresciuto con costanza: \u00e8 diventato un grande evento internazionale, ma sempre fedele a se stesso \u2013 racconta<b> Marco Pallavicini<\/b> Presidente del Festival della Scienza -. Ovviamente quest\u2019anno l\u2019irruzione del Covid ci ha costretti a reinventare molte cose e soprattutto a potenziare la modalit\u00e0 on line per raggiungere il pubblico, soprattutto quello delle scuole, che \u00e8 il nostro zoccolo duro a cui abbiamo proposto molti progetti on line\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Vediamo i <b>numeri<\/b> del Festival: 3.287.000 visite, 5.687 gli eventi organizzati, 5.666 i relatori che hanno tenuto <i>lectio<\/i> e convegni con 24 Premi Nobel e 8.678 animatori coinvolti.<\/p>\n<p>\u201cGli animatori \u2013 la front line tra pubblico e scienziati- sono il cuore del Festival, un aspetto a cui teniamo moltissimo: riceviamo ogni anno pi\u00f9 di 1000 domande da tutti i corsi di laurea, poi li selezioniamo e li formiamo. Si tratta a tutti gli effetti di una bella e importante attivit\u00e0 formativa per i ragazzi che poi magari vanno a lavorare nell\u2019ambito del giornalismo scientifico, della divulgazione o della comunicazione\u201d. L\u2019edizione 2019 ha visto 240mila presenze e quasi 40mila biglietti venduti. Il format prevede 300 eventi, quest\u2019anno saranno un po\u2019 di meno, 100 conferenze e 200 tra laboratori, mostre e spettacoli. Di solito ci sono 500 animatori, quest\u2019anno saranno solo 220, visto il potenziamento delle attivit\u00e0 on line ma \u201csar\u00e0 comunque un\u2019edizione con un\u2019offerta eccellente e contiamo di fare ottimi numeri con lo streaming: con una cifra molto ridotta \u00e8 possibile accedere a tutta la gamma degli eventi in calendario. Abbiamo progettato il Festival migliore possibile in sicurezza, l\u2019ipotesi di non farlo non \u00e8 mai stata presa in considerazione\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Il Festival \u00e8 legato alla citt\u00e0 di Genova e alla Liguria. Cosa \u00e8 diventato il Festival per Genova e che cos\u2019\u00e8 Genova per il Festival?<\/b><\/p>\n<p>\u201c<b>Il Festival per Genova<\/b> \u00e8 una vera e propria invasione di tutti gli spazi della citt\u00e0. Durante le giornate del Festival uno dei segni distintivi \u00e8 vedere migliaia di bambini delle scuole che scorrazzano da un posto all\u2019altro. <b>Genova per il Festival<\/b> \u00e8 un sostegno fondamentale dal punto di vista economico e organizzativo. Forse non tutti conoscono una tradizione ormai radicata negli anni, che \u00e8 quella delle \u201ccene\u201d offerte da un network di famiglie genovesi ai relatori ospiti del Festival, ripercorrendo l\u2019antica tradizione dei Rolli quando ambasciatori e notabili stranieri venivano ospitati, per l\u2019appunto, dalle antiche famiglie genovesi <i>(un decreto del Senato del 1576 promulgava un elenco ufficiale dei palazzi \u2013 i Rolli &#8211; riconoscendone il pregio e obbligava i proprietari di queste dimore ad ospitare, a turno, visite di stato. Pi\u00f9 elevato era il grado di nobilt\u00e0 dell\u2019ospite, pi\u00f9 fastoso doveva essere il palazzo e pi\u00f9 ricca la famiglia che aveva l\u2019onore e l\u2019onere di accoglierlo<\/i> <i>ndr<\/i>). \u00c8 una citt\u00e0 intera che abbraccia il Festival.<\/p>\n<p><b>Il Festival della Scienza \u00e8 una manifestazione che attrae molte persone da fuori regione, un importante strumento di incoming per un <i>urban destination<\/i> come Genova.<\/b><\/p>\n<p>\u201cCertamente \u00e8 cos\u00ec. Non abbiamo numeri precisi ma circa il 30% dei visitatori viene da fuori Genova. Gli incontri con grandi ospiti nazionali e internazionali impreziosiscono ogni anno le giornate dedicate alla scienza, dando vita a collaborazioni durature con personalit\u00e0 e istituzioni di tutto il mondo. Il pubblico che viene al Festival impatta sulla citt\u00e0, la riempie, solitamente gli alberghi della zona nelle edizioni precedenti erano pieni. Un pubblico che viene a Genova per l\u2019evento ma poi scopre Genova. Il nostro intento \u00e8 quello di agganciarci sempre pi\u00f9 alle iniziative della citt\u00e0, per esempio nei prossimi anni lavoreremo in sinergia con il Gran Finale di <i>The<\/i> <i>Ocean race<\/i>\u201d (<i>la prima volta che il giro del mondo, la pi\u00f9 dura regata in equipaggio del pianeta, visiter\u00e0 l\u2019Italia e nello specifico terminer\u00e0 a Genova ndr).<\/i><\/p>\n<p><b>Cosa significa fare divulgazione scientifica oggi?<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p>La divulgazione scientifica, come la intendiamo noi, deve essere fatta dagli scienziati. Caratteristica del Festival \u00e8 proprio mettere a contatto chi fa ricerca con il pubblico, con la mediazione degli animatori. Un modello che funziona. Quanto sia efficace questa divulgazione non lo so, ma sono certo che bisogna farlo, fare tutto il possibile per dare al pubblico interessato la migliore informazione. Abbiamo un pubblico: dai 3 ai 110 anni, diciamo. Iniziative diversificate per et\u00e0 e per pubblico pi\u00f9 o meno formato. In pi\u00f9 siamo certamente attenti all\u2019elemento pop, vogliamo che gli eventi siano anche piacevoli e divertenti.<\/p>\n<p><b>Perch\u00e9 ascoltare la scienza? Oggi pi\u00f9 che mai attuale questo argomento: per Covid, per il cambiamento climatico, perch\u00e8?<\/b><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Prima di tutto perch\u00e9 ascoltare gli ignoranti \u00e8 peggio; e non \u00e8 solo una battuta. Non \u00e8 sempre scienza quella che viene divulgata sui mass media, solo perch\u00e9 qualcuno si mette il cappello da scienziato. Il comportamento dei singoli scienziati ha gli stessi difetti del comportamento dei singoli esseri umani. Bisogna distinguere le posizioni scientifiche da quelle che sono le posizioni dei singoli. Ma fa parte del gioco l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 l\u2019umanit\u00e0. In ogni caso \u00e8 opportuno ascoltare la scienza perch\u00e9 le alternative sono tutte peggiori. Pensiamo al Covid: un problema complesso che non pone alternative, perch\u00e9 la risposta arriver\u00e0 per forza dalla ricerca scientifica. Non ci sono alternative. Il Covid ha imposto alle persone una realt\u00e0 esterna a noi che se ne frega delle nostre chiacchiere, l\u2019unico modo serio per avere a che fare con questo pezzo di mondo \u00e8 quello scientifico. Ci vorr\u00e0 tempo e pazienza.<\/p>\n<p><b>Cosa insegna la scienza alla vita? Pensiamo al metodo scientifico alla teoria della falsificazione di Popper\u2026<\/b><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Non tutta la vita \u00e8 scienza. E meno male! La Vita \u00e8 pi\u00f9 ricca e complessa di quanto la scienza possa analizzare. Per\u00f2 il metodo scientifico e la scienza sono uno strumento molto importante per analizzare la Vita; il pi\u00f9 importante per analizzare quegli aspetti della realt\u00e0 che sono scientifici.<\/p>\n<p>Per Popper si pu\u00f2 dire che una teoria sia scientifica fino a che essa non viene smentita dall\u2019esperienza, da un esperimento che dimostra che \u00e8 falsa e quando questo avviene il dato \u00e8 incontrovertibile: questa \u00e8 una certezza. Ma all\u2019uomo piacerebbe il contrario: una delle frasi che si sente dire pi\u00f9 spesso rivolta al mondo della scienza \u00e8 <i>\u201cbisogna che ci diano delle certezze\u201d<\/i>. Peccato, no, le certezze non esistono. Ci sono teorie scientifiche verificate sperimentalmente in modo cos\u00ec accurato da poterle considerare molto probabilmente certe, ma in realt\u00e0 \u00e8 un abuso di linguaggio. Il Covid ci ha messo di fronte al fatto che non siamo onnipotenti, decide il mondo cosa vuol fare. Potrebbe accadere ancora e in modo diverso, ed \u00e8 errato pensare che tutto possa essere tenuto sotto controllo. Come \u00e8 sbagliato pensare che domani ci sar\u00e0 il vaccino, lo speriamo, ma ci vorr\u00e0 pazienza.<\/p>\n<p><b>In un mondo di reti e di grande disponibilit\u00e0 di dati come si colloca la scienza e la divulgazione scientifica?<\/b> La domanda da porci \u00e8: poi come li usiamo questi dati? Pensiamo alle statistiche sul Covid \u2013 giusto per rimanere sull\u2019attualit\u00e0 &#8211; e a quanto possano essere utilizzate in modo strumentale se estrapolate e non contestualizzate con criterio scientifico, magari dati ai giornali o messi sui social con uno screenshot.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Scienza come ricerca pura e scienza come ricerca applicata:<\/b> <b>un parere sul rapporto tra Universit\u00e0 e impresa. L&#8217;Italia \u00e8 indietro?<\/b> L\u2019Italia \u00e8 indietro, certo, ma non per la fuga di cervelli che \u00e8 un falso problema. \u00c8 giusto che i cervelli si muovano per il mondo e che i ragazzi vadano a fare esperienze all\u2019estero. Il problema per l\u2019Italia \u00e8 che abbiamo dei meccasismi di rientro bacati, chiusi. Ci sono pochi stranieri che vengono a lavorare in Italia, perch\u00e8 siamo poco attrattivi nei confronti di ricercatori e talenti che vengono dall\u2019estero. I ricercatori vengono pagati troppo poco. L\u2019industria italiana a differenza delle industrie francesi, americane e tedesche, non investe in ricerca. All\u2019estero funziona tutto molto meglio: sostenendo le Universit\u00e0 queste si occupano e sono interessate a sviluppare applicazioni tecnologiche di interesse diretto dell\u2019industria, e fanno evolvere l\u2019industria. Le Universit\u00e0 hanno troppe poche risorse: \u00e8 necessario investire in innovazione tecnologica e farlo bene, sia da parte del pubblico, ma soprattutto da parte dell\u2019industria. Credo che il sistema universitario abbia dei limiti, ma avremmo bisogno di un\u2019industria pi\u00f9 dinamica e interessata a competere nel mercato internazionale grazie all\u2019innovazione data dalla ricerca.<\/p>\n<p><b>Il recovery fund pu\u00f2 essere uno strumento per consolidare la ricerca in Italia portando il sistema Paese ai primi posti per ricerca e innovazione, anche in termini di investimenti pubblici e di partecipazione delle aziende private?<\/b><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Spero proprio di s\u00ec, spero che il Covid aiuti in un certo senso l\u2019Italia in modo che aumenti i suoi investimenti in ricerca. Abbiamo l\u2019occasione per cambiare radicalmente sia la ricerca di base che la ricerca applicata. L\u2019Italia investe la met\u00e0 degli altri Paesi: \u00e8 necessario aumentare i salari dei<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ricercatori, investire nelle strutture, mettere a posto gli istituti. E tutto questo pu\u00f2 portare moltissima occupazione, tecnologia, strumentazione per l\u2019industria italiana. Cio\u00e8 innovazione e sviluppo per il nostro Paese.<\/p>\n<p><b>Chiudiamo tornando a bomba sul Festival: non si pu\u00f2 proprio perdersi il festival della scienza numero 18?<\/b><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Le mostre. Le mostre sul cielo, dell\u2019istituto nazionale di astrofisica, le mostre del CNR, gli spettacoli. Quelle poche cose bellissime che \u00e8 possibile fruire in presenza. Ci sono poi tutte le conferenze in streaming \u2013 ci sono tre Premi Nobel, scienziati di alto livello \u2013 c\u2019\u00e8 Onda Covid un intero pacchetto di otto conferenze dove il tema Covid viene trattato in modo molto serio. Io comunque spero che anche le cose da vivere in presenza possano essere godute da moltissime persone. Sarebbe un vero peccato perderle. C\u2019\u00e8 tempo fino a domenica 1 novembre.<\/p>\n<p>A questo link \u00e8 possibile partecipare agli eventi on line e acquistare abbonamenti vantaggiosi <em><strong><a href=\"https:\/\/www.festivalscienza.online\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.festivalscienza.online<\/a><\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Intervista Oggi parte la 18\u00b0 edizione del Festival della Scienza di Genova. Rappresenta uno dei pi\u00f9 grandi eventi&hellip;\n","protected":false},"author":6,"featured_media":110404,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"0","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"Oggi parte la 18\u00b0 edizione del Festival della Scienza di Genova. 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