{"id":109831,"date":"2020-07-16T17:32:24","date_gmt":"2020-07-16T17:32:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiowiki.it\/?p=109831"},"modified":"2022-11-24T16:13:02","modified_gmt":"2022-11-24T16:13:02","slug":"inova-n-13-la-relazione-recuperata-nellestetica-del-cibo-sui-social","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/inova-n-13-la-relazione-recuperata-nellestetica-del-cibo-sui-social\/","title":{"rendered":"La relazione recuperata nell&#8217;estetica del cibo (sui social)"},"content":{"rendered":"<p>Se diciamo \u201ccibo\u201d, la nostra mente non soltanto penser\u00e0 ad uno o pi\u00f9 dei piatti che amiamo, ma ne visualizzer\u00e0 probabilmente anche l\u2019immagine ideale, magari proprio attraverso uno scatto postato o visto su Instagram, Pinterest o Facebook.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni il <strong>food<\/strong> \u00e8 diventato uno dei protagonisti indiscussi della presenza sui social, rappresentando sempre pi\u00f9 spesso attraverso la sua estetica, anche la nostra personalit\u00e0 e condizione sociale. Indubbio come i social network, in particolare quelli dalla spiccata modalit\u00e0 fotografica, abbiano impattato sulle nostre vite in modo importante, mettendo in atto quel concetto di<strong><em>vetrinizzazione sociale<\/em><\/strong> elaborato ed espresso dal sociologo Vanni Codeluppi nel suo <em>Ipermondo.<\/em><\/p>\n<p>Il profilo social \u00e8 una vetrina personale, dove ciascuno mostra agli altri determinate e precise sfaccettature di s\u00e9, tra le quali anche la propria visione del cibo, sempre pi\u00f9 elemento centrale del fenomeno di social sharing, curato e fotografato in ogni angolazione possibile, ingrediente spesso fondamentale di una content strategy di successo da parte di chef pi\u00f9 o meno affermati e non solo.<\/p>\n<p>Una connessione forte che parte dal presupposto che un\u2019immagine patinata del piatto avr\u00e0 maggiori probabilit\u00e0 di condivisione e quindi di awareness , anche verso nuovi clienti, condizionati nella scelta proprio da quell\u2019impiattamento curato nei minimi particolari. <strong>L\u2019estetica del cibo online<\/strong> rappresenta cos\u00ec uno stimolo sensoriale in grado di influenzare gli individui e le loro logiche non soltanto di acquisto, ma anche di emulazione, come testimoniato dal <strong>fenomeno dei food bloggers<\/strong> e dei blog di cucina, spesso presenti online con profili di normali utenti fisici e gestiti da persone comuni con la passione per la cucina.<\/p>\n<p>Ma <strong>oggi molte cose sono cambiate<\/strong>, in questi ultimi mesi il lockdown imposto a vari livelli dai Governi dei diversi paesi per gestire l\u2019emergenza COVID-19 ha impattato in maniera rilevante e probabilmente irreversibile su molti dei nostri comportamenti sociali, tra cui anche quello del cibo e del suo reperimento, del consumo e della sua condivisione. Una prospettiva completamente diversa che ci ha visto confinati tra le mura domestiche, accumunati improvvisamente in questa condizione anche con quegli stessi chef e foodblogger, tanto seguiti e ammirati sui social.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio in questa situazione che una tendenza prima soltanto accennata, ha iniziato ad emergere all\u2019interno dei comportamenti legati al mondo del food, con alcune importanti differenze legate alla cultura peculiare dei vari paesi.<\/p>\n<p>In Italia e Francia, ad esempio, le persone hanno prediletto l\u2019acquisto di pasta, farina, lievito, verdure;mentre nei paesi anglosassoni si sono concentrate particolarmente sugli alimenti ultraprocessati e industriali intesi come veri e propri <em>comfort food<\/em> utilizzati per placare l\u2019ansia della quarantena.<\/p>\n<p>Ma il dato pi\u00f9 significativo \u00e8 quello emerso da una ricerca condotta da GlobalWebIndex secondo la quale <strong>un terzo della popolazione a livello globale ha iniziato a dedicare sempre pi\u00f9 tempo alla preparazione del cibo<\/strong>, un\u2019evidenza chiara che suggerisce come la quarantena abbia rappresentato per moltissime persone l\u2019occasione di tornare ad apprezzare aspetti pi\u00f9 semplici della vita quotidiana, come appunto il consumo del cibo tra le mura domestiche.<\/p>\n<p>Un cambio di atteggiamento che ha condizionato e modificato anche <strong>l\u2019aspetto social del food<\/strong>, sia delle persone comuni che di moltissimi professionisti della cucina.<\/p>\n<p>Il cibo visto attraverso un\u2019affettivit\u00e0 recuperata, un\u2019elaborazione meno tesa all\u2019immagine e alla perfezione e <strong>pi\u00f9 attenta al suo significato concreto e reale<\/strong>, quello pi\u00f9 famigliare e quotidiano legato all\u2019accudimento. Cos\u00ec l\u2019idea della convivialit\u00e0 dei pasti, rito che la pandemia ci ha costretto a sospendere e modificare, ha assunto connotazioni molto diverse di prima, con l\u2019avvento di <strong>condivisioni di piatti e men\u00f9<\/strong> decisamente meno glamour e <strong>pi\u00f9 amatoriali<\/strong>, sdoganando il fatto che se nei mesi di lockdown abbiamo mostrato su Instagram la ricrescita dei capelli o un abbigliamento da casa non proprio impeccabile, possiamo finalmente permetterci di postare anche la realt\u00e0 della nostra cucina e della sua normalit\u00e0, senza pi\u00f9 rincorrere quella ideale ma irraggiungibile di un piatto da chef stellato e set fotografico. Senza sentirci in colpa per questo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Se diciamo \u201ccibo\u201d, la nostra mente non soltanto penser\u00e0 ad uno o pi\u00f9 dei piatti che amiamo, ma&hellip;\n","protected":false},"author":13,"featured_media":109832,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"0","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"Se diciamo \u201ccibo\u201d, la nostra mente non soltanto penser\u00e0 ad uno o pi\u00f9 dei piatti che amiamo, ma ne visualizzer\u00e0 probabilmente anche l\u2019immagine ideale, magari","_seopress_robots_index":"","csco_singular_sidebar":"","csco_page_header_type":"","csco_page_load_nextpost":"","csco_post_video_location":[],"csco_post_video_url":"","csco_post_video_bg_start_time":0,"csco_post_video_bg_end_time":0,"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[227],"tags":[209],"class_list":{"0":"post-109831","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-inova","8":"tag-inova-13","9":"cs-entry","10":"cs-video-wrap"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/109831","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/users\/13"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=109831"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/109831\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":116304,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/109831\/revisions\/116304"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/media\/109832"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=109831"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=109831"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=109831"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}