{"id":108396,"date":"2019-05-23T07:31:03","date_gmt":"2019-05-23T07:31:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiowiki.it\/?p=108396"},"modified":"2019-05-23T07:31:03","modified_gmt":"2019-05-23T07:31:03","slug":"la-politica-si-e-persa-nella-comunicazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/la-politica-si-e-persa-nella-comunicazione\/","title":{"rendered":"La politica si \u00e8 persa nella comunicazione"},"content":{"rendered":"<p>Partecipazione politica e comunicazione politica non sono certo la stessa cosa, anzi, seppur due facce di una identica medaglia, al potenziarsi dell\u2019una pare corrispondere un direttamente proporzionale depotenziarsi dell\u2019altra. Cosa vogliamo dire? Che pi\u00f9 la politica \u00e8 realmente partecipata meno questa avr\u00e0 bisogno di comunicazione \u201cpubblicitaria\u201d, e viceversa. Almeno cos\u00ec ci pare.<\/p>\n<p>Proprio in forza di questo reciproco rapporto di inversa proporzionalit\u00e0 ci sentiamo titolati a dire la nostra sulla partecipazione politica o \u2013 semmai \u2013 visti questi tempi, sulla sua quasi totale assenza da parte di quelle che il Novecento definiva le masse e che oggi toccher\u00e0 \u2013 forse per fortuna \u2013 definire le persone. Si sa, ormai, perch\u00e9 detto in ogni dove, che i mezzi di comunicazione di massa stanno tramontando, o meglio si stanno modificando ed evolvendo in mezzi di comunicazione verticali: quasi uno a uno e sempre pi\u00f9 orientati a parlare a singolarit\u00e0 piuttosto che a cluster di target multipli.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 essere utile per analizzare i fenomeni di partecipazione politica attribuire un valore qualitativamente pi\u00f9 alto a quest\u2019ultima, da intendersi sino all\u2019impegno (quello che potremmo chiamare, con terminologia del marketing e della comunicazione:<em> advocacy<\/em>), verso la pi\u00f9 semplice comunicazione politica, da intendersi come attivit\u00e0 di grado inferiore rispetto alla ricerca e richiesta di \u201cvera\u201d partecipazione. Si vede subito come un fatto quantitativo abbia immediata ricaduta sul \u201cfatto etico\u201d: ovvero, la comunicazione politica dovrebbe avere come suo obiettivo quello di generare partecipazione vera e reale, non quello di generare semplice consenso. Quando la comunicazione politica accantona il suo vero obiettivo \u2013 quello cio\u00e8 del coinvolgimento delle masse o delle singole persone nel dibattito, al fine di migliorarlo grazie ad un\u2019opinione pubblica sempre pi\u00f9 formata e consapevole (e su questo terreno scuola, istruzione ed educazione civica sono determinanti), diventa propaganda.<\/p>\n<p>Le societ\u00e0 democratiche, realmente democratiche, hanno molti limiti, ma non certo quello di non avere tra i loro principali obiettivi la libera circolazione delle idee all\u2019interno del dibattito pubblico. Al contrario, le societ\u00e0 non democratiche (sino alle pi\u00f9 spietate dittature) hanno l\u2019obiettivo di impedire la libera circolazione delle idee. Questo viene attuato, oltre che con ogni mezzo di limitazione e coercizione della libert\u00e0 personale, con la propaganda.<\/p>\n<p>Diventa allora palese che la propaganda \u00e8 una forma degenerata della comunicazione politica. Oggi, non solo in Italia, ma di certo molto nel nostro paese, la comunicazione politica \u00e8 degenerata in pura propaganda politica. Bench\u00e9 da pi\u00f9 parti si gridi alla necessit\u00e0 di riattivare la partecipazione, dall\u2019altra non si fa nulla di pi\u00f9 che gestire il rapporto con l\u2019elettorato attraverso annunci solo e smaccatamente propagandistici, spesso interpretando i dati in\u00a0 maniera strumentale o addirittura menzognera.<\/p>\n<p>La reale partecipazione ha bisogno di <em>qualit\u00e0 <\/em>del dibattito e <em>tempo <\/em>per il dibattito. Due caratteristiche che non sembrano appartenere al mondo della politica \u2013 ovvero dei media \u2013 di oggi. S\u00ec, dei media. La politica oggi \u2013 \u00e8 sotto gli occhi di tutti \u2013 ormai \u00e8 schiava dei media, succube della dichiarazione giornalistica. Che politica e giornalismo e anche comunicazione tout court siano da sempre andati di pari passo non deve stupire. Che cosa sarebbe la politica senza la comunicazione? Niente, semplicemente non potrebbe esistere. Il problema di oggi, secondo noi, \u00e8 di altra natura. Ovvero che l\u2019agenda politica sia dominata \u2013 nei tempi e nei modi \u2013 dal palinsesto televisivo-digitale. Ecco che il programma politico \u00e8 pensato pi\u00f9 come la scaletta di un autore tv \u2013 pi\u00f9 come uno strumento per piacere, piuttosto che come uno strumento per fare, per incidere sulla realt\u00e0.<\/p>\n<p>La politica ha derogato a una delle sue funzioni: l\u2019onere della decisione concertata nei modi e nei luoghi deputati a favore dell\u2019onore del sondaggio d\u2019opinione. La tattica ha definitivamente vinto sulla strategia politica e i risultati sono quelli di un paese in progressivo disfacimento.<\/p>\n<p>La democrazia \u00e8 lenta, la sua velocit\u00e0 non \u00e8 la velocit\u00e0 del nostro stare nel mondo, del nostro iper comunicare, del nostro continuo tempo reale.<\/p>\n<p><em>La politica si \u00e8 persa nella comunicazione.<\/em> Oggi, dal suo minimo storico chiede una sua nuova apologia che riparta da cosa essa essenzialmente \u00e8 stata e potr\u00e0 essere. Fare un\u2019apologia della politica oggi significa \u2013 inevitabilmente \u2013 aderire a un umanesimo rinnovato ancora una volta nel gesto di fiducia nell\u2019uomo: significa fare <em>apologia della speranza<\/em>. Non si tratta di avere un\u2019ideologia, non pi\u00f9, si tratta di avere un\u2019ideale. Cos\u00ec, da figli di un mondo secolarizzato e da orfani di un\u00a0 mondo privo di ideologia non resta che aprirsi necessariamente alla possibilit\u00e0. \u00c8 proprio la presa di coscienza della totale parzialit\u00e0 e relativit\u00e0 della verit\u00e0 che dischiude l\u2019agire alle infinite potenzialit\u00e0 dell\u2019accadere; agire che dovr\u00e0 essere guidato da una visione etica. Speranza come strumento per darci il coraggio e l\u2019incoscienza (sempre in bilico tra il pessimismo della ragione e l\u2019ottimismo della volont\u00e0) di afferrare tutta l\u2019infinit\u00e0 di possibilit\u00e0 che si agitano in embrione nel reale.<\/p>\n<p>\u00abIntraprendendo la costruttiva via della fantasia, invocando ci\u00f2 che non c&#8217;\u00e8 ancora, cercando e costruendo nell&#8217;azzurro il vero, il reale, l\u00e0 dove il puro dato di fatto scompare &#8211; <em>incipit vita nova<\/em>\u00bb<\/p>\n<p>(E. Bloch, <em>Spirito dell&#8217;utopia<\/em>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ricordandoci sempre che alla fine del sentiero della storia non c\u2019\u00e8 una casa accogliente e definitiva, ma semmai una radura, o \u2013 pi\u00f9 probabilmente \u2013 l\u2019incipit di un nuovo sentiero sempre uguale al precedente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00ab Il lavoro della speranza non \u00e8 rinunciatario perch\u00e9 di per s\u00e9 desidera aver successo invece che fallire. Lo sperare, superiore all&#8217;aver paura, non \u00e8 n\u00e9 passivo come questo sentimento n\u00e9, anzi meno che mai, bloccato nel nulla. L&#8217;affetto dello sperare si espande, allarga gli uomini invece di restringerli, non si sazia mai di sapere che cosa internamente li fa tendere a uno scopo e che cosa all&#8217;esterno pu\u00f2 essere loro alleato. Il lavoro di questo affetto vuole uomini che si gettino attivamente nel nuovo che si va formando e cui essi stessi appartengono\u00bb<\/p>\n<p>(Ernst Bloch, <em>Il principio Speranza<\/em>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Partecipazione politica e comunicazione politica non sono certo la stessa cosa, anzi, seppur due facce di una identica&hellip;\n","protected":false},"author":1,"featured_media":108397,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"0","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":"","csco_singular_sidebar":"","csco_page_header_type":"","csco_page_load_nextpost":"","csco_post_video_location":[],"csco_post_video_url":"","csco_post_video_bg_start_time":0,"csco_post_video_bg_end_time":0,"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[30],"tags":[],"class_list":{"0":"post-108396","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-news","8":"cs-entry","9":"cs-video-wrap"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/108396","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=108396"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/108396\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/media\/108397"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=108396"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=108396"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=108396"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}