{"id":107585,"date":"2018-12-21T09:41:31","date_gmt":"2018-12-21T09:41:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiowiki.it\/?p=107585"},"modified":"2018-12-21T09:41:31","modified_gmt":"2018-12-21T09:41:31","slug":"il-punto-di-studiowiki","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/il-punto-di-studiowiki\/","title":{"rendered":"Il punto di Studiowiki"},"content":{"rendered":"<p>\u201cL\u2019anno &#8211; adagio irritante &#8211; volge al termine\u201d, \u00e8 tempo di guardarsi indietro e provare, con un altro adagio irritante, a \u201ctirare le somme\u201d di quello che si \u00e8 fatto e non si \u00e8 fatto e di cosa si sarebbe potuto fare ancora. Insomma, \u00e8 il tempo dei bilanci. Non delle mele.<\/p>\n<p><strong>Il 2018 \u00e8 stato per Studiowiki un anno particolare<\/strong>, potremmo dirlo di transizione. In qualche modo la societ\u00e0, sin dalla sua nascita avvenuta nel 2012, ha sempre navigato sulla spinta di una corrente indotta: esogena, si potrebbe dire. Spero che la storia che qui si narra, riletta alla lente del ricordo, non sia tradita dalla tentazione narrativa del racconto (quel troppo sopravvalutato storytelling di noi pubblicitari. Si perch\u00e9, anticipando la fine, ovvero spoilerando, si finisce poi pubblicitari. Mediamente felici, e non cos\u00ec antitecnologici come potr\u00e0 apparire nel corso di queste righe).<\/p>\n<p>Studiowiki nasceva dalla palestra, benedettissima, di un\u2019esperienza precedente. E, visto che \u00e8 Natale, proviamo a ripercorrere questa storia proprio con un racconto: non di Natale e, certamente, non per bambini. Forse pi\u00f9 per giovani imprenditori. Ah. Non ci sono morali. Almeno non c\u2019\u00e8 n\u2019\u00e8 una soltanto. E poi, la morale, come lo specchio, riflette, magari un po\u2019 distorcendola, l\u2019immagine di chi guarda.<\/p>\n<p>Non era una notte buia e tempestosa, spiace dispiacere agli amanti dei grandi inizi. Era una pi\u00f9 prosaica conferenza con quel maestro che fu per noi, universitari di un tempo che la memoria rende \u2013 ingiustificatamente \u2013 pi\u00f9 felice, Edoardo Sanguineti. Alla fine della conferenza, quel gruppo di studenti, non di un campus, ma dell\u2019Universit\u00e0 di Genova; non in un pub e neppure di una confraternita \u2013 siamo mica in America, e non ce ne rammarichiamo troppo &#8211; decidevano di far nascere un\u2019associazione culturale di promozione sociale a base studentesca. Era il marzo del 2003. Ma quale il nome? Un nome che solo degli studenti universitari con la bisaccia piena di sogni e belle leopardiane speranze nelle <em>magnifiche sorti e progressive<\/em> loro e del Bel Paese si potevano immaginare: <strong><a href=\"http:\/\/www.laboratorioprobabile.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Laboratorio Probabile Bellamy<\/em><\/a><\/strong>. Con una frase presa a prestito dall\u2019album <em>Le Nuvole<\/em> di De Andr\u00e8. <em>Laboratorio<\/em>, come fucina e fabbrica di idee (nuove?); <em>Probabile<\/em>, come omaggio dichiarato al relativismo del pensiero debole di noi che a quell\u2019altezza temporale tenera e un po\u2019 ingenua, eravamo ancora felicemente illusi dall\u2019ultima polvere di pensiero teorico post ideologico. In fin dei conti si trattava di umanesimo, pur sempre un\u2019ideologia. Oggi non resta neppure quello, spazzato dalla persecuzione dell\u2019imperante tecnocrazia. E poi Lui: il <em>Bellamy<\/em>. Attenzione alla grafia, per\u00f2. Non \u00e8 il <em>Bel Ami<\/em> di Moupassant, che con un\u2019eccessiva dose di ottimismo si potrebbe dire che tutti conoscono, ma il meno noto Samuel. Il Pirata delle Antille riportato all\u2019attenzione dei pi\u00f9, e in quel \u201cpi\u00f9\u201d resta ancora quel troppo di ottimismo, da Fabrizio De Andr\u00e8. La citazione, per noi cos\u00ec romanticamente rivoluzionaria, nella quale volevamo indentificarci: <em>\u201cio sono un principe libero e ho altrettanta autorit\u00e0 di fare guerra al mondo intero quanto colui che ha cento navi in mare\u201d.<\/em> E cos\u00ec, animati da quelle paroline abbiamo camminato, certo domandando e domandandoci troppo poco, sicuramente perdendo la tenerezza e tutto il resto che gli anni si porta via, ma non per lasciare lo spazio vuoto, ma molto pi\u00f9 spesso per sostituirla con cinico realismo e machiavellico calcolo \u2013 bench\u00e9 si continui a dire che la linea vincente sia quella di Guicciardini, forse giusto tra le carte, non nella vita, almeno per come la stiamo scoprendo da neofiti del fare micro impresa in Italia. Perch\u00e9, poco pi\u00f9 di cinque anni di impresa alle spalle, ci consentono ancora di definirci nuovi all\u2019impresa di fare impresa.<\/p>\n<p>Ma torniamo e restiamo ai fatti. <strong>Il 2004 fu per Genova un anno speciale. Fu l\u2019anno della cultura<\/strong>. Lavorammo sodo, soprattutto nel campo della video produzione e nell\u2019organizzazione di eventi. Operavamo come studenti e come operatori culturali. Facevamo gruppo. Facevamo cose, non sempre belle cose, vedevamo gente: non sempre bella gente. Tanti lavori autoprodotti o finanziati. Il format Spaziocinema. Altro. E scopriamo di essere anche un indegno strumento di marketing per le facolt\u00e0 alle quali eravamo iscritti: sostanzialmente i vari indirizzi di Lettere e Filosofia e Architettura. Poco di pi\u00f9 o poco di meno. Poi arriva la laurea e con essa la proposta di lavoro all\u2019ufficio comunicazione del Molo 8.44, il parco commerciale di Vado Ligure. Era il 2011. E questa fu la seconda palestra e la prima \u2013 vera \u2013 incubazione che prepar\u00f2 alla nascita di Studiowiki. Il Molo rimarr\u00e0 il nostro miglior cattivo maestro. Bisogner\u00e0 spiegarlo, anche questo, di nome. Che suona strano, ma cos\u00ec strano poi non \u00e8. <strong><em>Studio<\/em>, perch\u00e9 fa molto progetto. <em>Wiki<\/em>, perch\u00e9 fa molto tutti insieme, con il contributo di tutti,<\/strong> dei saperi differenti che servono, oggi, per costruire il progetto, appunto. <strong>Wiki \u00e8 infatti, ce lo spiega bene Wikipedia, un&#8217;applicazione web<\/strong>\u00a0che permette la creazione, la modifica e l&#8217;illustrazione collaborative di pagine all&#8217;interno di un\u00a0sito. E poi, curiosit\u00e0, i WikiWiki sono dei bus navetta hawaiani che portano i turisti dall\u2019aeroporto. Un po\u2019 di aria tropicale e vacanziera nel cuore del lavoro pensavamo non avrebbe guastato. A conti fatti, avevamo trent\u2019anni: cinque anni fa. Honolulu arrivo, come dice Mago Merlino ne <em>La spada nella roccia.<\/em><\/p>\n<p>Un po\u2019 di salutare gavetta con piccoli clienti, ed eccoci nel flusso della corrente di cui abbiamo detto all\u2019inizio. Il retail. Da un centro commerciale all\u2019altro, sino a gestire, dal 2015 al 2017, gli <strong><a href=\"https:\/\/www.centriliguria.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">otto centri Coop Liguria<\/a><\/strong> delle province (ex?, io \u2013 personalmente \u2013 non l\u2019ho ancora capito) di Genova e Savona. La societ\u00e0 \u00e8 cresciuta in competenza \u2013 quindi in qualit\u00e0 del lavoro e in conoscenza del mercato \u2013 e in personale impiegato. Da due, io e il mio socio Alessio, a dici addetti. Un bel risultato, sicuramente. Cosa facevamo per i centri Coop? Tutto quello che riguarda la comunicazione. Una lista puntuale e un po\u2019 noiosa sarebbe: la pianificazione del media mix, i piccoli e grandi eventi nelle gallerie, la produzione creativa dei messaggi promozionali e delle campagne di comunicazione corporate e commerciali, la gestione dei media <em>owned<\/em>, cio\u00e8 dei loro asset di propriet\u00e0: i siti, i social network, le newsletter. E poi, un po\u2019 di ufficio stampa, quel tanto (poco) che serve a un centro commerciale per avere un minimo di visibilit\u00e0 sulle pagine di costume e tempo libero, sia on line sia offline. Ma vale la pena fare ancora questa differenza? Io credo di no. Parallelamente al retail si sono sviluppate le competenze pi\u00f9 forti sull\u2019altro ambito di elezioni di Studiowiki: il marketing della destinazione turistica.<\/p>\n<p>Ed eccoci qui, alla fine, ritornati all\u2019inizio; a questo 2018 \u201cche volge al termine\u201d da dove siamo partiti.<\/p>\n<p>Se tutto non torna, allora \u2013 per forza di cose &#8211; tutto ritorna: non ce ne voglia il maestro del sospetto, che non \u00e8 Sherlock Holmes, ma Nietzsche, almeno qui per noi (e non solo per noi). Speriamo non se ne voglia a male da sotto quei suoi grandi bellissimi baffoni, se ci prendiamo l\u2019impudente libert\u00e0 di forzarlo per fargli un po\u2019 il verso. Era pur sempre un uomo di spirito e d\u2019ingegno.<\/p>\n<p>Nel 2018 termina la collaborazione con Coop Liguria. Studiowiki si trova orfana del suo pi\u00f9 grande cliente che ha costituito circa il 60% del suo fatturato ed \u00e8 stato il motore, fin troppo mobile, della sua, fin troppo rapida e, come si \u00e8 detto, poco endogena e meditata, crescita.<\/p>\n<p>Urgeva, e per la verit\u00e0 urge ancora, la domanda di leniniana memoria: <em>che fare?<\/em> O forse, anche, un po\u2019 pi\u00f9 provocatoriamente: <em>cui prodest?<\/em> La locuzione latina dei campioni di retorica che spesso ci fa rispondere e pensare: a nulla e nessuno. Ma siamo vivi, e il tempo toccher\u00e0 occuparlo con qualcosa. Poi ci sono le cose davvero importanti. Come l\u2019amore e i figli. Ma non sono il tema, qui ed ora. Anche se questo hic et nunc di cui si discetta indegnamente dovrebbe servire, pragmaticamente e strumentalmente, a sostenere quell\u2019altro. E sempre pi\u00f9 spesso si scopre invece che le parti sono invertite; e quello che dovrebbe essere \u201csolo\u201d lavoro si insinua e si confonde con la vita, rubandosela, pezzo a pezzo, tutta quanta.<\/p>\n<p>Sar\u00e0. Sta di fatto che quest\u2019anno abbiamo fatto per la prima volta l\u2019incontro con la comunicazione politica. Un buon incontro. Poi ci siamo imbattuti in un profumo. E abbiamo capito che non funzioniamo (pi\u00f9) con i piccoli clienti. Pi\u00f9 che altro la comunicazione non dovrebbe essere per tutti. E oggi, ahinoi, lo sta diventando. Con barbarico imbruttimento e impoverimento della professione. Abbiamo trovato e provato grande soddisfazione da un piccolissimo progetto come quello per Casa Demiranda di Caritas. Abbiamo perso tanto tempo dietro ad avvocati, pastai e catering che poi, abbiamo con rammarico scoperto, non si potessero o non si volessero permettere i nostri progetti. Ci siamo dovuti spaccare la testa sulla GDPR, per prenderci anche gli insulti dai piccoli clienti che ci accusavano di approfittarci della situazione per fare una fattura in pi\u00f9. Abbiamo avuto fortuna nell\u2019essere <strong>formatori per la <a href=\"https:\/\/www.carli.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fratelli Carli<\/a><\/strong>. Un\u2019esperienza di lavoro che ha portato qualit\u00e0 e valore tanto a noi e, siamo certi, a loro. Altro\u2026sbagliato sarebbe elencare tutto. Non \u00e8 una lista della spesa, anche se di lista si tratta, inevitabilmente. Ultimo ho lasciato il meglio: <strong>la <a href=\"https:\/\/www.studiowiki.it\/portfolio\/douja-dor-2017\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Douja d\u2019Or<\/a> e il Festival delle sagre astigiane<\/strong>; il <a href=\"http:\/\/sempreverdi.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Festival Sempreverdi di Genova<\/strong><\/a>; i <strong><a href=\"https:\/\/www.travelmarketingdays.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Travel marketing days<\/a>;<\/strong> il ricorso al TAR Piemonte contro il Consorzio Barbera d\u2019Asti e Vini del Monferrato. Il 2019 ci porter\u00e0 a sentenza. Stay tuned e tifate per\u2026la giustizia. E, infine, la vittoria, tanto ambita quanto bella e inaspettata, al bando per la campagna creativa (concept, copy, visual, radio, video) di <strong>Matera Capitale Europea della Cultura 2019<\/strong>. Gli ormai famosi: temponauti.<\/p>\n<p>Bene, tiriamole, queste dannate somme. Il 2018 ci ha fatto capire qualcosa e ci ha confuso su altro. Abbiamo capito che non conclude nulla, si resta nell\u2019aperto e nel sospeso. Nel confuso. Che l\u2019ordine \u00e8 una chimera. Che serve nel business tanta, tantissima, infinita, razionalit\u00e0, calcolo, analisi, predittivit\u00e0 e strategia. Un\u2019<em>execution<\/em> delle operazioni dei progetti per le singole commesse che deve essere governata da un mirabile management. Che ordine non vuol dire avercela fatta, ma esserci un po\u2019 pi\u00f9 vicino. Ma, che, purtroppo o per fortuna, serve tempo. Tempo per crescere, tempo per cambiare, tempo per ristrutturarsi. Ma il tempo, il mercato, purtroppo o per fortuna, non lo concede. Ops. Poi c\u2019\u00e8 l\u2019identit\u00e0 e il posizionamento. Che spesso mancano. Proprio per societ\u00e0 come le nostre che lo propongono alle altre. Del resto, il ciabattino va da sempre con le scarpe rotte. Il vero problema \u00e8 che qualche volta si ammala di polmonite. Irreversibile. Sarebbe interessante conoscere, nel mercato italiano, quale sia la durata media di una societ\u00e0 di servizi a terziarizzazione avanzata. E poi, soprattutto, il personale. Quello che da Studiowiki se n\u2019\u00e8 andato. Ovvero tutto. Turn over al 100%, come si dice. O quasi. Tutto da rifare, da capo. Si sta rifacendo. Vogliamo farci trovare pronti da questo 2019 alle porte. O no?<\/p>\n<p>La dialettica capitale-lavoro non conclude. Tuttavia, lo diciamo da posizione progressista, questa andrebbe ripensata e differenziata tra ambiti. Se i lavoratori della conoscenza sono colpiti, gli imprenditori della conoscenza sono delle vittime sacrificali. Noi, che condividiamo le sorti con i nostri dipendenti abbiamo solo oneri e nessuna tutela o ammortizzatore sociale. I diritti vanno sempre estesi a chi \u00e8 nel momento storico la classe pi\u00f9 sfruttata. Si tratta di capire chi \u00e8 questa classe in questo preciso momento storico, qui nel nostro stracco occidente al tramonto. Se i peggio messi siano i dipendenti delle microimprese o i microimprenditori stessi. Si badi, nessuno vuole togliere tutele a nessuno, semmai le si vorrebbe estendere anche a chi pensiamo ne dovrebbe avere diritto. Ma, si sa, abbiamo e facciamo poco PIL. Contiamo poco, forse nulla.<\/p>\n<p>Per carit\u00e0, a leggere sino a qui pare un <em>cupio dissolvi<\/em>. Per carit\u00e0, lo \u00e8. Il bicchiere non \u00e8 mezzo pieno o mezzo vuoto. Ha dell\u2019acqua dentro. Fine.<\/p>\n<p>Per fortuna ci sono anche esperienze edificanti. Per Studiowiki l\u2019aver espresso un consigliere in Unicom, l\u2019Unione nazionale delle imprese di comunicazione. Lo starci dentro, il lavoraci dentro. Il confrontarsi con colleghi che, qualche volta, diventano anche amici. Ora si andr\u00e0 a fusione con l\u2019altra grande associazione di rappresentanza delle agenzie di comunicazione, la Assocom. Poi, si sa, tutto il mondo \u00e8 paese e anche in questi ambienti i balletti delle vanit\u00e0 sono all\u2019ordine del giorno\u2026siamo fatti cos\u00ec e ci dimentichiamo troppo spesso dell\u2019Ecclesiaste o di Tristan Tzara. Pace. Importante \u00e8 continuare a provare a fare cultura della buona comunicazione, difesa e rappresentanza del comparto. Perch\u00e9 la comunicazione, intanto, non \u00e8 solo la pubblicit\u00e0. E la pubblicit\u00e0, intanto, \u00e8 una cosa seria, molto pi\u00f9 seria di quanto la media delle persone che ci lavorano e non ci lavorano dentro credono che sia. Spesso provo a definire cosa facciamo noi pubblicitari. La risposta migliore, che, almeno per me, significa pi\u00f9 utile al momento, \u00e8 quella che spiega la nostra professione come il lavoro alla ricerca continua di nuove forme di espressione del significato attraverso nuovi significanti. E questo pu\u00f2 valere bene anche per l\u2019artista, qualunque artista, ben inteso. Quello che ci differenzia da loro, dagli artisti, dico, \u00e8 che noi non ci possiamo dimenticare che siamo medium tra la committenza, cio\u00e8 il prodotto, e le persone. Siamo noi: i famigerati creativi. Noi abbiamo sempre una tesi da affermare, che \u00e8 quella del prodotto. Noi dobbiamo fare i conti con i conti, cio\u00e8 con i numeri. Brief. Compiti assegnati. Risultati attesi. Obiettivi. Strategie. Budget. Tempi. Costi. E poi de brief. E nuove analisi. Cos\u00ec in un circolo infinito. Tutto torna. Pi\u00f9 o meno uguale a se stesso. Nietzsche, ancora lui, eccolo che ritorna. Anche lui preso nel suo stesso <em>uroboros.<\/em><\/p>\n<p>L\u2019etica, il rigore, la disciplina nella professione sono scelte di responsabilit\u00e0 verso l\u2019altro. La voglia e la costanza nel continuare a formarsi, nel non perdere la curiosit\u00e0 e la passione per quello che si fa sono doni e, come dice Capote, qualche volta anche fruste per l\u2019autoflagellazione. Disegniamo, con la computer grafica; scriviamo, con il copywriting e lo storytelling, facciamo <em>content management<\/em>, cio\u00e8, facciamo quello che l\u2019uomo ha sempre fatto: produciamo senso. Almeno ci proviamo. L\u2019immagine e la parola sono le nostre cassette degli attrezzi. Facciamo analisi e strategie, qualche volta vinciamo, altre perdiamo. Questo tempo nuovo, questa rivoluzione digitale che stiamo vivendo, ha in s\u00e9 una tale dose di fascino \u2013 e di rischio \u2013 che dovrebbe rendere le nostre esistenze meno tristi di quello che invece inspiegabilmente sono. Nonostante tutto questo <em>nuovo<\/em> continuiamo ad avere passioni tristi. Forse perch\u00e9 l\u2019ombelico del mondo non \u00e8 pi\u00f9 il Mare Nostrum e nemmeno l\u2019Ovest oltre la frontiera. Forse dobbiamo rassegnarci a essere per la prima volta nella storia del mondo il riflesso sbiadito di qualcosa di pi\u00f9 grande che succede altrove. Non pi\u00f9 qui da noi. Con un senso di solitudine e abbandono che pare inevitabile.<\/p>\n<p>A leggere e rileggere, oltre alla tanto necessaria e urgentissima quanto impossibile eliminazione dei mali congeniti del nostro paese, ovvero i burocrati (non la burocrazia), la giustizia solo per chi ha i soldi per farsela, l\u2019accesso al credito per la microimpresa, i tempi di pagamento della pubblica amministrazione, tanto per fare qualche sparuto esempio a caso; per arrivare all\u2019area grigia tra legale e illegale delle consorterie (massoniche e non) e dei veti incrociati, spesso sfocianti nella logica mafiosa, particolarmente operanti e attivi nella piccola realt\u00e0 ligustica che abbiamo avuto fortuna e sfortuna di trovarci in sorte (li abbiamo giusto provati sulla pelle non pi\u00f9 di un mese fa organizzando i Travel marketing days); e tralasciando poi volutamente i piccoli e meschini opportunismi, le raccomandazioni e le tangenti; l\u2019unica conclusione razionale possibile sembra la necessit\u00e0 di rifondare la nostra professione \u2013 pur anche nella perdita di aura di tutte le professioni intellettuali (il medico, l\u2019avvocato e il professore i pi\u00f9 colpiti, dove paiono cavarsela un po\u2019 meglio, ma non troppo, commercialisti e notai) \u2013 su un nuovo statuto. Come fare non so. Non sta a noi dirlo. Certamente non con il buon vecchio gattopardismo del tutto cambi perch\u00e9 nulla cambi. L\u2019abbiamo gi\u00e0 visto con il fallimento della bolla ideale dello startupparo <em>cambiamo tutto<\/em>. Non \u00e8 cambiato niente. Anzi, forse \u00e8 pure peggio di prima. E che questo non sia un posto per giovani ne siamo sempre pi\u00f9 convinti. Non basta qualche quota rosa o qualche giovane grillino, per altro non si sa se pi\u00f9 incompetente o pi\u00f9 arrivista, forse entrambi, a farci cambiare idea. La realt\u00e0 dei fatti \u00e8 che la gerontocrazia resta imperante pi\u00f9 che mai in Italia, nel pubblico come nel privato, dove a dirigere il cambiamento ci sono persone che quel cambiamento non lo possono governare punto, per semplici ragioni anagrafiche. Toccher\u00e0 prima o poi a noi? Una generazione, quella dei nati nella prima met\u00e0 degli anni Ottanta, divisa a met\u00e0 fra chi \u00e8 troppo bravo e preparato e chi continua la meschinetta logica dell\u2019imbucato di sempre.<\/p>\n<p><strong>Per noi di Studiowiki la cartina al tornasole \u00e8 la qualit\u00e0<\/strong>. Totale. O c\u2019\u00e8, o non c\u2019\u00e8. E su questa pensiamo non si debba transigere. Mai. Il lavoro e il suo rispetto. Il progetto. Un errore di Studiowiki? Quello di non essere ancora pienamente stata capace di dispiegare sino in fondo tutte le sue potenzialit\u00e0, rivolgendosi a un mercato di taglio pi\u00f9 alto con interlocuzioni e relazioni di valore maggiore. Non basta dirsi bravi per dove si \u00e8 arrivati. Non interessa, francamente, essere i migliori nella banda dei peggiori. Preferiamo essere i peggiori tra i migliori. La mediocrit\u00e0 imperante la vogliamo scavalcare, semmai, non viverci dentro e accanto.<\/p>\n<p>Le sfide che gi\u00e0 ci siamo apparecchiati per il 2019: <strong>il brand e la comunicazione per un nuovo dipartimento del San Martino di Genova<\/strong>; un<strong> festival degli agrumi a Savona<\/strong>; una <strong>mostra evento su Bacigalupo<\/strong> a 70 anni dalla tragedia dell\u2019incidente aereo del grande Torino a Superga; Matera che continua; <strong>i progetti Borghi e Storie di Riviera<\/strong> con la nuova societ\u00e0 spin off di Studiowiki, la Ma.de Materia e destinazione che si occuper\u00e0 di sviluppare incoming sul turismo verticale rivolto ai Borghi di Liguria e di vendita on line del prodotto tipico regionale, anche attraverso un documentario di prossima realizzazione. Poi molto altro. Anche questa volta non \u00e8 la lista della spesa.<\/p>\n<p>Ma soprattutto, il proposito che facciamo per il 2019, \u00e8 quello di essere pi\u00f9 padroni delle nostre scelte. Perch\u00e9 non devono pi\u00f9 essere esogene ma endogene. Devono venire da noi. Su una ferma direttrice di efficientamento totale dei processi interni da una parte e di strategia di posizionamento pull e non push, dall\u2019altra. E dopo questi bei piani, possiamo anche buttarli via tutti, perch\u00e9 abbiamo il sospetto che la vita stia sempre un po\u2019 pi\u00f9 in qua o un po\u2019 pi\u00f9 in l\u00e0 della nostra in-capacit\u00e0 di leggerla, raccontarla e prevederla, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 pi\u00f9 verit\u00e0 in un sentiero interrotto, perch\u00e9 se nessuno \u00e8 mai riuscito a dire che cosa \u00e8, nella sua essenza, una rosa, figuriamoci il resto; perch\u00e9 se vogliamo veramente trovarci non ci siamo ancora persi abbastanza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cL\u2019anno &#8211; adagio irritante &#8211; volge al termine\u201d, \u00e8 tempo di guardarsi indietro e provare, con un altro&hellip;\n","protected":false},"author":1,"featured_media":107586,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"0","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":"","csco_singular_sidebar":"","csco_page_header_type":"","csco_page_load_nextpost":"","csco_post_video_location":[],"csco_post_video_url":"","csco_post_video_bg_start_time":0,"csco_post_video_bg_end_time":0,"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[30],"tags":[],"class_list":{"0":"post-107585","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-news","8":"cs-entry","9":"cs-video-wrap"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/107585","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=107585"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/107585\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/media\/107586"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=107585"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=107585"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/studiowiki.it\/inova\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=107585"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}